Intitolata a PAOLA ADAMO la sala di riunione dell'Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco" di Taranto

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Lunedì 30 maggio 2016 - su proposta della Dirigente dell'Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco" Dott.ssa Carmen Acquaro e il consenso del corpo docente della scuola - è stata intestata a PAOLA ADAMO la sala di riunione ai pianterreno dei plesso scolastico di Via Umbria in Taranto. Invitati alla cerimonia la madre di Paola Arch. Lucia D'Ammacco e il Segretario del "Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Paola Adamo" Don Gaetano D'Andola.
Introducendo la riunione, la Dirigente ha illustrato la convenienza e l'opportunità della scelta, affermando che Paola aveva ed ha le carte in regola per essere guardata come modello alla portata di tutti, giovani e adulti. Il canto delle alunne, la proiezione di un video di attualità e la declamazione di alcune poesie, hanno creato un clima di gioiosa partecipazione all'evento.
 
Invitata a prendere la parola, la mamma di Paola ha ringraziato la Dirigente e il personale docente per la lodevole iniziativa riservata alla figlia ed ha assicurato la disponibilità della "Fondazione Paola Adamo" a sostenere una borsa di studio per il piccolo alunno delle Elementari che le è stato presentato.
 
Il segretario Don D'Andola - subito dopo - ha sottolineato la bellissima testimonianza di Paola, che propone una lezione preziosa per la società di oggi, disorientata ed appiattita sul materialismo, ma anche ansiosa di ritrovare valori autentici da porre a fondamento dell'esistenza. Rivolgendosi soprattutto agli allievi presenti, Don D'Andola ha illustrato l'esempio stupendo di Paola nella sua vita e nella scelta dell'indirizzo scolastico, superando e chiarendo le comprensibili motivazioni di ogni difficoltà paventata dai genitori, insegnanti nella scuola prescelta. Volle ed ottenne - dopo la frequenza della Scuola Media all'Alfieri - di essere iscritta al "Liceo Artistico Lisippo". Si sentiva portata a quel genere di studi e lei stessa in un tema dal titolo "Perché hai scelto una scuola a indirizzo artistico. Quali prospettive hai per il futuro?" ne dava questa stupenda motivazione: "Per conseguire la laurea in architettura, che sarebbe la prima meta della mia vita. Questa professione è per me il miglior modo per esprimersi, in quanto essa non è fine a se stessa come tutte le altre manifestazioni artistiche, ma strettamente legata ai bisogni e necessità dell'uomo, unico perno intorno al quale credo che debbono ruotare il sentimento e gli sforzi di ogni artista".
 
Una meta - quella della laurea in architettura - rimasta inevasa per l'imprevedibile sua fine precoce. Paola aveva vissuto la sua breve stagione, andandosene con quella morte che noi chiamiamo prematura... ma che la trovava matura per il cielo! Le testimonianze che seguirono alla sua morte, ne sono una esaltante conferma. Di alta qualità le attestazioni dei Professori del Liceo Artistico e, con nobili ripensamenti, quelle delle sue compagne di scuola, che coralmente affermarono: "Paola non è capitolo chiuso, bensì aperto; è l'inizio che ci porta a vivere una vita migliore nel segno che lei cercava di tracciare, anzi che ha tracciato in noi".
 
Sulla stessa linea le tante affermazioni a noi giunte da ogni parte d'Italia e del mondo. "Sono convinta - scrisse la Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Antonia Colombo - che il seme di Paola si vada diffondendo suscitando ammirazione, desiderio di imitarla e di averla come protettrice. Faccio voti che presto la piccola Paola possa essere conosciuta ufficialmente dalla voce dello Chiesa per essere proposta con più forza a quanti, anche inconsciamente, attendono un modello di autenticità e di bellezza morale".
 
"Oggi soprattutto - ci ha detto il nostro Arcivescovo Mons. Filippo Santoro - i giovani hanno bisogno di modelli per dare il giusto senso alla loro vita".
"Paola - ha scritto Severino De Pieri, Psicologo e Docente preso l'Università Cattolica di Milano - ho modellato se stessa, con grazia e bellezza femminile, senza subire il condizionamento negativo dell'ambiente sociale e culturale odierno. Ne è uscito, al termine dello sua corsa, un "modello" di adolescente quindicenne che si fa guardare e merita di essere guardato con simpatia e ammirazione da quanti vivano questa difficile età, in questa difficile epoca della storia".
 
La vicenda di Paola, ricca di stimoli per tutti e per tutte le età, ci invita a guardare il futuro con il coraggio di un realismo costruttivo, evitando il rischio di disperdersi in sogni utopistici che non si realizzano mai.
 
Don Gaetano D’Andola
 

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