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    Se credi in Dio, hai il mondo in pugno.

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    L'uomo deve fare solo ciò che può fare
    e non ciò che vuol fare,
    altrimenti diventa solo causa di disastri.

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Improvvisamente è venuto a mancare Don Gaetano D’Andola

Segretario della Fondazione Paola Adamo
e responsabile dell’(E)laboratorio Amici di Paola Adamo



L“(E) laboratorio Amici di Paola ADAMO” e la “Fondazione "PAOLA ADAMO”

PARTECIPANO

il ritorno alla casa del padre del
Rev.mo Don Gaetano D’Andola sacerdote salesiano.

Con grande tristezza e commozione lo vogliamo ricordare con le sue stesse parole
iniziali e conclusive tratte dal suo libro

“IL CAMMINO DELLA MIA VITA”

(Maggio 2013)

“La Chiesa fermamente crede che la vita umana, anche se debole e sofferente, è sempre uno splendido dono del Dio della bontà...”. (“ Lettera agli anziani” di Giovanni Paolo II )

Confortato dalla testimonianza superlativa di Papa Giovanni Paolo II sul “dono della vita“ e stimolato da alcuni miei amici e Confratelli, mi sono arreso anch’io “al rimembrar delle passate cose...”, e lo faccio anzitutto “rendendo grazie a Dio per i doni e le opportunità che mi ha elargito con abbondanza fino ad oggi”.(G.PII.,l.c.1) Ripercorrerònellamemorialetappedellamiaesistenza,perrivivereunitinerariodivita che, snodandosi progressivamente lungo gli anni vissuti, ripresenterà episodi ed eventi del passato, per sottoporli con umiltà al giudizio di una verità e di una promessa che supera ogni attesa umana. Non sono divagazioni fantastiche ma “ricordi di eventi ordinari e straordinari” che hanno segnato la mia vita, consacrata ad un ideale e sviluppata in una trama di serena e concreta fedeltà.

Ognuno di noi è figlio del suo tempo, ed è bello risalire alle sorgenti per ritrovare la freschezza originaria, per gustare la dolcezza di gioia pura riservata alle primizie, per poi riprendere il cammino e ridonare slancio, senso alla vita e al compimento della missione che ci è stata affidata. “Ci vuole un’anima grande – affermava Giovanni Paolo II – ci vuole uno spirito ardente per vivere all’altezza di questa missione nel nostro tempo, che pone sfide così radicali a Cristo e al suo vangelo”.

Lo stupore per il dono ricevuto si fa oggi lode, memoria grata al Signore che “ci ha chiamati con una vocazione santa, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia”. Voglia il Signore che la testimonianza della nostra fedeltà “renda visibile alle giovani generazioni l’entusiasmante avventura riservata a chi sceglie di appartenere a Dio e offre se stesso perché ogni uomo possa vivere la vita in abbondanza”(Giovanni Paolo II )

                                                    ********************

Il viaggio della mia vita ha imboccato ormai il "Viale del tramonto". Gli anni sono tanti e il cammino da me compiuto ne ha ripercorso le tappe più significative. Sono contento di essere riuscito a raccogliere nel "libro della memoria" sequenze di persone, avvenimenti e luoghi che hanno segnato la mia "avventura" di salesiano e sacerdote. "Di fronte alla grandezza di questo dono -devo ripetere anch'io con Papa Wojtyla -sentiamo quanto siamo adesso inadeguati". Ci rendiamo conto che le parole umane non sono in grado di "reggere il peso del mistero che il sacerdote porta in sé". Quanto profondamente vere le affermazioni di Benedetto XVI sulla "audacia di Dio!" - "Dio si serve di un povero uomo alfine di essere presente e di agire per gli uomini attraverso di lui. Questa audacia di Dio, che si affida agli uomini che, pur conoscendo le nostre debolezze, ritiene degli uomini capaci di agire e di essere presenti in vece sua; questa audacia di Dio è la cosa veramente grande che si nasconde nella parola sacerdozio.” Consapevole di questa verità, ho ripreso in mano la bozza che avevo predisposto per la ricorrenza del 60° della mia Ordinazione sacerdotale. Penso possa essere la più appropriata e idonea conclusione di questo mio lungo peregrinare per i sentieri della vita.

Ho avuto presenti pensieri e parole di Giovanni Paolo II nel formulare il testo destinato alla stampa, che poi - come ho già riferito - ho deciso di non pubblicare. Ora voglio che sia la sintesi concreta del mio stato d'animo in questa "antivigilia" del mio appuntamento finale con il Signore!

Magnificat anima mea Dominum (Lc. 1,46)

Grato al Signore /per gli anni che mi ha concesso /
affido a Lui il modesto bagaglio /
del mio ministero sacerdotale.
Riprendo il cammino / "nella gioiosa fatica / della fedeltà al Signore e dell'instancabile servizio al suo gregge.
Sarà Lui / ad accompagnarmi nel cammino /
fino alla meta che Lui solo conosce

Don Gaetano D'Andola Salesiano.
Nel 60° di Ordinazione Sacerdotale - Roma, 16 marzo 1952 - Taranto, 16 marzo 2012

 

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