• Stampa



La storia del Cristo in ceramica donato a Papa Giovanni Paolo II


Il 16 ottobre 1978 fu eletto Papa Karol Wojtyla.
Il primo viaggio pastorale di Giovanni Paolo II al di fuori dell'Italia avvenne il
25 gennaio1979  visitando la  Repubblica DominicanaMessico e Bahamas.
Subito dopo il 2 giugno1979, andò in Polonia a salutare il suo popolo che aveva lasciato, sicuro di ritornarvi ancora da Cardinale.
In quella circostanza, si vide in televisione che tutti, nel salutarlo, gli offrivano tanti doni, dal quadro alla cesta di frutta; fatto per noi italiani inconsueto.
Non avevamo mai visto un Papa ricevere doni.
Questa circostanza colpì talmente Claudio che, avendo predisposto, per il primo anniversario della morte di Paola (+ 28 giugno 1978) il libro: ”Dialogo con Paola – documenti di vita”,  pensò di offrire in dono, a questo impareggiabile Pontefice, qualcosa di caro e di sofferto per noi:  il libro dedicato a Paola.
        Gli fu spedito il libro, senza nulla chiedere, ma soltanto come dono, accompagnato da questa lettera.
***
Dott. Arch. CLAUDIO ADAMO
Dott. Arch. LUCIA D'AMMACCO
74100 TARANTO - V.le VIRGILIO, 117
 
r  a  c  c  o  m  a  n  d  a  t  a        r.  r.

Taranto,  28 . 06 . 1979
 
Mio Carissimo PADRE SANTO,
                                           Città del Vaticano

 
con umiltà e affetto,
 un dono anche noi come i fratelli Tuoi;
 un dono vero da mettere nelle Tue mani;
 un dono fatto di noi,
                       della nostra mente,
                       del nostro cuore;
 un dono scritto con lacrime di dolore;
 un dono fatto a Te come a Lui, il SIGNORE.
 
A Te come a Lui, con tutto iI cuore,
offriamo questa memoria, scritta  per il nostro perduto fiore,
                                               per la nostra perduta Speranza,
                                               per i I nostro perduto Bene, chiedendo a Te,
con l'aiuto della preghiera Tua benedicente, d'intercedere presso di Lui
per Paola nostra - che confidiamo sia già con Lui- e più, più, più, più ancora per noi, sventurati genitori suoi, di reggere al peso sino all'ultimo, sino alla fine,
per mantenere fede alla testimonianza, e meritarlo.
A Te, santo tra i santi del popolo di Dio,
      affidiamo la nostra nuova speranza;
      la speranza di poter insieme  -Lucia ed io-
      raggiungere la nostra piccola carissima Paola,
      nella Sua luce, quando Lui verrà, e, ricomposti, goderlo in eterno.
Cristianamente, semplicemente, con stima e profondissima deferenza
 

Claudio e Lucia Adamo



Nel giro di pochi giorni, consegnataci dall’Arcivescovo Guglielmo Motolese, arriva la risposta del Santo Padre che c’invitava a partecipare ad una messa da Lui celebrata.
 
Ecco la lettera:

SEGRETERIA Dl STATO
            N. 2 0 . 39 0   

DAL VATICANO,   10 Luglio  1979


   Ill.mo Signore,
   E' pervenuto al Santo Padre il volume lnviatoGli in omaggio, nel quale Ella ha raccolto gli scritti della Sua figlioletta, deceduta a 16 anni.
   Il Santo Padre desidera esprimere a Lei e alla sua Consorte quanto comprenda il loro dolore per la scomparsa della loro cara Paola, mentre assicura una particolare preghiera di suffragio ed imparte loro una confortatrice Benedizione Apostolica, nella luce delle supreme certezze della fede.
   Qualora Ella e la sua consorte lo desiderino e abbiano occasione di venire a Roma, vogliano preavvisare con un po' di anticipo, al fine di vedere se le circostanze permettano una loro partecipazione ad una Santa Messa celebrata da Sua Santità.
   Con sensi di distinta stima, mi confermo
   dev.mo nel Signore (+ E.Martinez, sost.)
 


         La nostra risposta non poteva essere che questa:
 
Dott. Arch. CLAUDIO ADAMO
Dott. Arch. LUCIA D'AMMACCO
74100 TARANTO - V.le VIRGILIO, 117 - 099/3740011
 
r  a  c  c  o  m  a  n  d  a  t  a        r.  r.

Taranto,  07.08.1979
 
Mio Carissimo PADRE SANTO,
UNICO e RARO

______________________________________________________________________
 Città   del   V  a  t  i  c  a  n  o



OGGETTO : risposta alla Preziosa TUA
                      prot. n° 20.390 del 10.07.1979
 
Siamo letteralmente frastornati………….!
Increduli………………………………………!
Col cuore in tumulto.
                  Ringraziare ?!………………………….. è piccola e miserrima cosa.
Siamo ginocchioni innanzi a TE per LUI;
in umiltà prostrati;
spiritualmente insieme alla nostra piccola Paola
che confidiamo nella LUCE, innalzando lode a DIO.
…… Noi … !  comunissimi  personaggi della vita, ottenere, e tutta intera, la TUA santa partecipazione al nostro dolore.
                  No, non speravamo tanto.
Speravamo solo nell'intercessione di un attimo di preghiera TUA Benedicente, già sicuri così d'ottenere dall'Altissimo la SUA sconfinata misericordia.
                     Invece TU, Spirito Elettissimo e Santo,
nella TUA grandezza  di Ministro di Grazia,
di Vicario di CRISTO,
ci accogli,
così, semplicemente; e ci Benedici,
e Preghi per Paola,
e da TE ci inviti per insieme pregare il SIGNORE DIO
nostro, che, me indegno, mi fa fratello TUO,
                                                 fratello SUO!
Sì!        certamente,
            assolutamente,
ardentemente desideriamo venire da TE.
Lo desideriamo tanto che non preavviseremo alcuna nostra eventuale venuta a Roma, perché è fin dallo scorso 2 agosto, data di recevimento della eccezionale, sublime risposta, che Lucia ed io siamo a totale disposizione per venire, lì dove ci sarà indicato, in qualsiasi giorno
                                                                                                                           in qualsiasi ora,
                                                                                                                           in qualsiasi momento, per essere                                                                                                                                                           ammessi a godere così incommensurabile privilegio.
Cristianamente  devoti, in preghiera di ringraziamento, con stima infinita e profondissima deferenza.
                                                                                                                                                              Claudio e Lucia Adamo”
 

In questa particolare occasione cominciammo a pensare quale dono portare.
            Nei pensieri dell’uomo c’è sempre il pensiero di Dio.
Non fu difficile decidere di far realizzare quel Cristo che, appena chiusa la scuola e poco prima di partire per le vacanze, a casa Paola aveva iniziato a modellare con l’argilla.
            Ultimata l’opera, fu fatto costruire lo scrigno in legno, perimetrato da un cordone con fiocchi e maniglia, rivestito all’interno di velluto nero, per contenere il modello unico del Cristo in ceramica.
            Eravamo pronti per partire non appena avuto l’o.k.
Vari fatti accaddero nel tempo trascorso dall’invito fattoci, al nostro arrivo al suo cospetto.
            Il più grave quello del13 maggio 1981, quando il Papa subì un attentato quasi mortale da parte di Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola in piazza San Pietro, pochi minuti dopo che egli v’era entrato per un'udienza generale, colpendolo all'addome.
            L’attesa fu snervante, pensavamo che tutto fosse stato un sogno e invece......
Paola diceva:”Il difficile non esiste, l’impossibile richiede solo un po’ di tempo”  e così fu.
            Il giorno arrivò ed anche l’impossibile è accaduto!!
Si riporta la cronaca di come si è svolto il nostro incontro con  Papa Giovanni Paolo II.

***
            Ore 6,25, dopo una notte insonne, Vaticano, portone di bronzo.
Un gendarme, vedendoci vestiti per la circostanza, a quell'ora e con un voluminoso involucro, capisce e si fa di lato. Roma 7 Luglio 1982
Appena un passo e stiamo dentro.
            Ci fermiamo, uno sguardo in giro, tutto è silenzio.
Da una scrivania non lontana presso la quale stava, ci viene incontro una cortesissima persona molto alta, dai tratti somatici d'oltralpe, in un italiano molto cadenzato ma chiaro:  "Chi siete ?"  Adamo;  non c'era da dire altro.
Leggera rotazione del busto, voce secca e metallica, domanda al militare seduto alla scrivania qualcosa in tedesco che finisce con Adamo.
            Intanto Lucia, raggiante, senza preoccuparsi d'altro, incamminandosi verso l'interno, va, entra, percorre .....
            Io, fermo al portone col pesante involucro.
Consultazione di registri, elenchi, fogli sparsi; intuisco: Adamo non c'è.
                       Resto impietrito.
Bloccato dov'ero, temendo il peggio, con mille pensieri che si formavano nella testa, nel mentre la preghiera mi ritornava facile e conseguente.
            Mi ridomanda; ripeto; riconsulta: ...... Adamo non c'è.
Prendo forza, controllo la preoccupazione e domando di verificare se il nostro cognome non fosse preceduto da quello di Mons. Garofalo.
            Altra consultazione, altra ricerca, altro girare di fogli: Adamo non c'è.
Mi viene domandato come e perché ci troviamo lì e chi ci manda.
            Controllando la tensione, spiego tutto e domando di verificare se per caso il nostro cognome non stesse tra quelli preceduti da quello di Mons. Martinez.
Con immediatezza fu esclusa ogni eventualità.
            Sudo freddo, prego Paola ed il mio prediletto, LUI.
Intanto Lucia, leggera come una colomba, si gira e come Eva prima della caduta, dolcemente guardava il suo Adamo, così mi  invita ad entrare, a seguirla.
            Imbarazzatissimo per tanta libertà, guardo verso la persona che poneva le domande a me e al militare alla scrivania e con lo sguardo l'interrogo; mi sorride benevolmente, mi fa segno di andare avanti e di fermarmi al controllo.
            Lucia, estranea alla situazione, quasi senza toccare il suolo, eterea, guarda bellezze che non vedo, il volto sereno e ricco di beatitudini come quello di Paola il giorno della sua e nostra morte, in estasi, mi osserva trapassandomi senza vedermi, continua e va .....  La guardo fissa nel tentativo di fermarla, ma non mi vede, è in un'altra dimensione.
            Raggiungo il controllo, mi ridomandano tutto daccapo, ricontrollano ogni foglio, ogni registro, niente, Adamo non c'è ..... Ma ecco che salta fuori un foglio con un'annotazione, la leggono ..... ahimè c'è scritto:
"FAMIGLIA DI TRE PERSONE", e noi eravamo soltanto due!
            Mi fu detto d'attendere.
Il dialogo tra me e Paola si fece ricco di richieste e di raccomandazioni.
            Mi giro di scatto e me la ritrovo accanto, sempre tra cielo e terra; piena di gioia serena: "Perché sei così teso, distenditi; ancora poco e saranno le 7".  Rapidissimamente le spiego che non risultiamo in nessun elenco; il nostro cognome non dice assolutamente nulla e che è attesa solo una famiglia di tre persone.
Calmissima, serena, angelicamente disinvolta: "Ma è chiaro, non possono vederla, ma siamo noi la famiglia di tre persone, vedrai, tra poco saliremo".
            Ore 6,55, siamo in cammino verso l'appartamento papale -andiamo da Lui-  Paola non è stata vista ma era con noi !  
            Noi eravamo i tre; noi eravamo la famiglia di tre persone !  
Ai lati dello scrigno che contiene il modellato del Cristo che Paola ideò, mano vicino alla mano alla stessa maniglia, Lucia ed io spiritualmente in tre, verso di LUI, attesi dal suo Vicario.
            Dio ti ringraziamo!
Questa volta l'estasi, non più solo di Lucia, dura poco per essere assaporata, ma è tanto lunga per essere dimenticata.
                                         Claudio e Lucia Adamo (i genitori)

       ***
Si riportano le foto di come si è svolto il nostro incontro con  Papa Giovanni Paolo II, scattate a nostra insaputa dal fotografo del Vaticano.
 

Vita vissuta in quel giorno straordinario

 

 Roma, 7.7.1982 - Claudio e Lucia Adamo, insieme ad altri
 sacerdoti polacchi, in occasione dell’invito avuto dal Papa
per una Messa celebrata nella Sua cappella in memoria di Paola.

Claudio e Lucia offrono  al Santo Padre i primi due libri scritti sulla vita di Paola:
                                                                                             “Una primavera chiamata PAOLA” e   “Una meteora viva”

Claudio e Lucia illustrano il dono per Lui fatto predisporre in ceramica rappresentante il Cristo
realizzato su disegno di PAOLA al fine d’essere con Lui in TRE

Scrigno predisposto per contenere  il CRISTO realizzato in ceramica su disegno di PAOLA ADAMO

 
Placca color Oro Antico realizzato in ceramica
 

PALCO PAPALE ALLO STADIO JACOVONE
“Una vela di Speranza”
******

            E' doveroso riferire che il suddetto Crocifisso realizzato in legno verniciato giallo oro, la cui altezza nel punto più alto misura m. 5,00, in data 29.10.1989, in occasione della visita pastorale a Taranto di Giovanni Paolo II, fu collocato sul palco allo stadio Jacovone per la celebrazione della Santa Messa e donato alla Chiesa di Taranto dal Sindaco del tempo - prof. Mario Guadagnolo. 
            Poiché era in fase di  progettazione la Chiesa “Spirito Santo”, si ritenne  giusto  adeguare lo spazio interno, per dare una degna sistemazione a questa bella opera.
 
            Oggi quel Crocifisso, collocato sullo sfondo a sinistra di chi osserva l'altare della chiesa SPIRITO SANTO, ove campeggia in un grande triangolo equilatero la raffigurazione delle tre persone dell'unica sostanza, che visualizza al suo interno la Croce con il Cristo a braccia aperte “in efficace chiave moderna”, come afferma il Cardinale Dionigi Tettamanzi. (REL. C.E.l. punto 2.12 del 21/12/93 Prot. 574).
            Raffigurazione, che coglie più che l'umana sofferenza storicamente rappresentata, l'intimo significato della SUA realtà Divina attraverso le triangolarità che lo compongono.
 


            Qui finisce la storia del Crocifisso, ideato da Paola, ma che non ha potuto vederne la realizzazione.

Blog webekm.com the ekm.

Download from BIGTheme.net free full premium templates