• Paola Adamo.it

    Se credi in Dio, hai il mondo in pugno.

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    L'uomo deve fare solo ciò che può fare
    e non ciò che vuol fare,
    altrimenti diventa solo causa di disastri.

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Testi

Temi di Paola



Si riportano alcuni temi svolti a scuola, per meglio comprendere la personalità e i sentimenti di Paola

Questi temi fatti  nell’anno scolastico - 1974/1975 (2^ Media)   anni 11



Tema  n°1

Anche noi ragazzi abbiamo argomenti di discussione e di chiacchiere.

Di solito fra noi amiche non si ama troppo discutere, ma ci piace come al solito giocare. Ma qualche volta capita di parlare. Spesso si discute della scuola come al solito i compiti ci sembrano eccessivi.  Si parla dei professori, e non manca mai il pensiero di rimpianto per l'estate ormai terminata.
Con le amiche si discute di vestiti, c'è chi ne vorrebbe avere uno nuovo, oppure parliamo di viaggi, a New York, a Parigi, a Londra, a Lisbona.  A volte si pensa di trascorrere una vacanza sul Monte Bianco o sul Monviso. 
Ma tra noi si parla (anche se molto raramente) di politica;  c'è chi alla votazione per l'abolizione del divorzio o meno avrebbe risposto NO e chi al contrario avrebbe risposto SI. 
Allora prende vita un piccolo dibattito.  In quei momenti noi ci sentiamo diciottenne, ma quando parliamo di bambole ci accorgiamo che siamo ancora bambine.
Però le nostre sono solo chiacchiere perché altrimenti al posto di queste stupidaggini dovremmo pensare alla casa, ai nostri genitori che si sfacchinano per noi e fanno qualunque cosa pur di vederci contente, e noi che non facciamo niente per loro. 
Alle cose importanti non si pensa mai abbastanza.  E non si pensa nemmeno alle cose realizzabili.  Ma soltanto alle cose futili e alle cose che fanno piacere solo a noi, ma ciò non è giusto.
Chissà quante volte i nostri genitori hanno visto delle cose belle ma costose e ce le hanno comperate, mentre chissà quante volte noi abbiamo rifiutato di far loro un regalo per conservarci i soldi.
Bisogna pensarle queste cose, non si deve fare come gli avari, e non bisogna nemmeno essere spendaccioni, bisogna sapere usare i soldi in modo corretto e ogni tanto si deve pensare anche alla propria casa, ai propri genitori, e bisogna fare in modo che essi siano contenti di noi, senza rendere loro dispiaceri, perché loro fanno molto per noi più di quanto noi pensiamo.

Adamo Paola



Tema  n°2

Un avvenimento di cronaca che mi ha particolarmente colpita.

Sono poche le cose che mi colpiscono particolarmente.
            Ma l'avvenimento che più mi ha colpita è stato il caso Paul Getty.
Quando seppi che lo avevano rapito, non mi sembrò una cosa particolare, perché anche se è un fatto umano, oggi i rapimenti sono all'ordine del giorno.
            Ma fu quando seppi che erano parecchi mesi che lo tenevano prigioniero che mi interessai.
Quando però alla TV vidi la ciocca di capelli e l'orecchio mozzato quasi non volevo crederci che fossero di Paul Getty e pensai, che l'avessero tolto ad un morto (supposizione assurda, ma solo ora me ne accorgo).
            Ma la cosa più raccapricciante e disumana, è che il nonno Paul Getty I°  non voleva dare i soldi di riscatto. 
E ciò significa che amava più il suo denaro che non il nipote.
            Nonno più disumano, più cattivo e più arpia secondo me non può esistere.
Nella mia famiglia si è molto discusso di questo avvenimento. E ognuno portava la propria ipotesi.
            Quando un uomo viene rapito, viene sempre la voglia di pensarci su.  Molte volte, quando qualche persona importante viene rapita, c'è chi è felice e chi no.  Ad esempio il caso del magistrato Sossi.
I genitori di una mia amica furono felici.  Ma non pensarono ai figli, alla moglie e agli altri parenti.  Se fosse stata lei la moglie di Sossi chissà.
            Ma torniamo a Paul Getty e a suo nonno Paul Getty I°.  Come dicevo, nonno più disumano non esiste e ho ben motivo di dirlo; perché sicuramente un altro nonno avrebbe subito pagato.
Secondo me quello non dovrebbe essere degno di niente, neanche d'essere guardato in faccia. 
E nemmeno d'essere salutato o avvicinato da un suo figlio e cioè da uno dei due genitori di Paul Getty.
            Questo è il fatto di cronaca che mi ha più colpita con il mio parere su questa vicenda.
Adamo Paola


 

Tema  n°5

Questi sono i problemi che assillano la mia adolescenza.

L'unico mio grande problema è di non avere fratelli con cui poter parlare, discutere, giocare e perché no.......... litigare.
Ho poche amiche e poche lo sono veramente; quindi il loro numero è piccolissimo e così il problema diventa più grande.
Ne vorrei di più, come vorrei più persone con cui parlare.
Molte volte supero la crisi partecipando alla vita attiva dei miei genitori, dividendo i loro problemi e  le loro gioie.
Un altro problema, non grande come il primo ma che egualmente assilla la mia adolescenza, è l'ora in cui inizio a fare i compiti. 
Molte sere questi ultimi si prolungano sino a che si arriva ad una certa ora in cui si fanno dormendo; sembra strano ma è così.
Fortunatamente però anche se con qualche problema, non sono una ragazza complessata e non drammatizzo.  
Però !    Come sarebbe bello se non ci fossero nella vita problemi di nessuna natura, e invece tutta l'umanità ne  è assillata.
Dai più piccoli ai più grandi, ciascuno per il proprio io e dal proprio punto di vista ne ha, soffre e si tortura; la mia fortuna però consiste nel superare ogni amarezza nell'amore e nella pace della famiglia, dove ognuno dei miei genitori si dedica e si prodiga per me.
Paola Adamo

 

Tema  n°6

Avete mai provato una delusione quando dopo aver cullato per tanto tempo un vostro sogno, vi siete trovati di fronte alla triste realtà?  Raccontate.

Mi è capitato di aver cullato per tanto tempo un desiderio, che poi non si è esaudito.
 
            Uno che accade molto spesso, è quello che quando il sabato le amiche vengono, io le aspetto con tanto entusiasmo, pronta a giocare ed a sfruttare al massimo tutto il tempo a nostra disposizione, pronta a correre, a ridere, e a sfrenarmi, invece loro appena arrivano si  inchiodano davanti al televisore e a nulla valgono i miei sforzi per invogliarle a fare qualcosa; allora cerco d'inventare giochi, di distrarle, ma loro rimangono davanti al televisore e le ore trascorrono inutilmente.
 
 Quando poi alla sera, prima di addormentarmi, faccio il bilancio della giornata, mi rimane tanta amarezza per le ore libere che sono fuggite così stupidamente, e mi ritrovo con gli occhi pieni di lacrime.
Poco tempo fa abbiamo studiato una bella poesia del Leopardi, la quale in uno di questi tristi momenti, mi ha fatto pensare che, gli anni passano ma tutte le generazioni, soffrono dello stesso male:
 " il rimpianto dei sogni perduti".
Paola Adamo

 
 

Tema  n°11

Avvenimenti, persone, momenti che vi hanno finora particolarmente impressionato durante la vostra vita scolastica.

Durante tutta la mia vita scolastica, ho  sempre messo tanta serietà negli studi, ritenendoli, così come li ritengo, importanti.
Ma con tutto ciò questo mio impegno non veniva mai ricompensato con qualcosa di concreto e di valido; ed è sempre stato così fino alla terza media, classe che sto frequentando tuttora.
Alcuni mesi fa è avvenuto che le Poste bandissero un concorso, con un tema o un disegno al quale, tutta la classe, fu  obbligata a  partecipare.
Anch'io quindi partecipai; svolsi il tema, e lo consegnai nelle mani della professoressa di lettere, che lo selezionò fra tutti.
Avevo superato il primo esame.
Successivamente, tra tutti i primi classificati di tutte le classi della mia scuola, se ne dovette scegliere uno, e fu prescelto ancora il mio.
Ora bisognava superare la prova più difficile, la selezione fra tutti i primi, di tutte le scuole della mia città.
Sempre più difficile !
Dicevo alle amiche, che il successo si sarebbe fermato lì, ma nel mio cuore c'era sempre la fiamma della speranza che ardeva e che non voleva spegnersi;  resisteva a tutti gli sforzi che facevo.
A distanza di un tempo che mi sembrò lunghissimo, un giorno gioioso, mentre ero in classe, mi arrivò una notizia che mi riempì di una emozione che non so descrivere e che ricompensò in un solo momento tutti gli sforzi che avevo compiuto nella mia vita scolastica.
Aveva colmato quei vuoti che si erano formati col passar del tempo.
Mi resi conto così che nella vita tutto è possibile se si è perseveranti, e che per tutti viene un momento di gioia e di riscatto che fa dimenticare le amarezze patite.
Avevo vinto !
 
Quel concorso che da principio mi era sembrato riservato ad altri, ed al quale partecipai con molta incertezza, divenne il mio concorso, il mio primo momento, la cosa più importante dall'inizio ad oggi.
Quella vittoria fu la vittoria su me stessa,  fu l'avanzamento.
Ora sono in attesa d'individuare tra tutti gli uomini di scuola quelli, o quello, che mi dovrà impressionare.
Non è che non ve ne siano, ma io ancora non ho trovato quello che mi ha veramente colpito.
Spero che prima della fine dell'anno scolastico riesca a trovarne uno che rimanga per sempre nel mio pensiero.
Fino ad oggi, ho trovato dei professori gioviali, scherzosi e allegri, tristi, cupi e scuri di carattere; altri ancora molto restrittivi, severi e con modi d'insegnare, molto all'antica.  Ma tutti questi, come ho detto prima, pur facendosi notare, non mi hanno impressionata, lasciandomi in attesa di conoscere quello che lascerà in me il segno del Maestro.
Adamo Paola



Tema  n°12

La gloria è nella lotta anche senza vittoria.

Gli elementi contenuti nella traccia, possono essere messi in questa successione: lotta, vittoria, gloria.
Penso che sia questo l'ordine perché bisogna prima di tutto lottare.
Ci sono varie forme di lotta; ne indicherò solo due, le più note: quella fisica e quella mentale.
Nel secondo caso la definizione lotta, assume il significato di partecipazione sublime per poter raggiungere la vittoria, cioè la certezza di aver espresso oltre al massimo, anche il meglio di se e solo in seguito può venire la gloria, che è l'esaltazione della vittoria.
Non sempre però chi vince materialmente giunge alla gloria.
Come pure può giungere ad essa anche chi materialmente perde.
L'importante è partecipare  -lo dicono tutti- .
Un esempio lampante del concetto che ho precedentemente affermato è l'episodio di Salvo D'Acquisto.
Egli si fece uccidere per amore del prossimo; quindi non ebbe vittoria materiale perché morì; non potette affrontare il nemico ad armi pari.
Chi vinse fu questo ultimo. Si credette così che la vera vittoria l'avesse ottenuta l'avversario e che D'Acquisto fosse stato lo sciocco che si era fatto uccidere senza nulla ottenere.  E invece adesso a distanza, si è capito che la vera vittoria ed anche la gloria l'aveva avuta proprio Salvo offrendosi in salvamento di dieci vite umane e compiendo con un atto eroico, un atto d'amore.  Ed è giusto che oggi sia ammirato e glorificato da tutti.
Il nemico che lo uccise, oggi è giustamente considerato criminale di guerra.
Quindi a parer mio non è detto che per forza bisogna vincere per poter arrivare alla gloria.
Un concetto che mi sembra giusto, senza per questo essere immodesta, è che per aver maggiore gloria bisogna saper perdere, altrimenti si raggiunge solo l'effimera soddisfazione della vittoria per la vittoria.
Adamo Paola




Tema  n°13

La strada è in piccolo il mondo. In essa passano il dolore, la gioia, la ricchezza e la povertà.

La strada in piccolo è il mondo, questo concetto era valido nel Medioevo dove la città era costituita da poche case e tutta la popolazione era stipata in esse che costituivano il Borgo.
Tutti vivevano nella strada perché si agiva nella strada come propria casa.  Li lavorava il ciabattino, il maniscalco e tutti agivano in un pezzo piccolo della strada, conoscendosi tra loro.
La via era veramente un piccolo mondo. Era veramente il luogo della ricchezza, della gioia, della povertà.
Dire che oggi la strada è un piccolo mondo non è esatto, è più esatto dire che oggi la strada è come un fiume dove passa gioia, felicità e dolori inconsapevolmente, perché non esistendo più il vecchio concetto Medioevale dove l'uomo non ha più legame tra famiglia e famiglia perché è già raro se vi è conoscenza tra famiglia dello stesso stabile.
Anche quando l'uomo si deve spostare e andare nelle fabbriche a lavorare vi si reca con un mezzo meccanico. La strada ormai non è un piccolo mondo ma soltanto un fiume della vita, un fiume dove tutto scorre, tutto passa senza sapere cosa accade senza rendersi conto di ciò che ci circonda.
Anche se è impossibile sperare che la strada diventi quella di prima, per ovvi motivi, spero che per lo meno la strada subisca una nuova introduzione negli interessi urbani al fine di non vederla più come un pezzo estraneo alla nostra casa, alla nostra vita.  Ma considerarla parte unita come pezzo indivisibile del nostro cortile, del nostro giardino, della nostra casa; il ché ci porterebbe a considerare la vita di ognuno fusa con la nostra.
Paola Adamo

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