• Paola Adamo.it

    Se credi in Dio, hai il mondo in pugno.

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    L'uomo deve fare solo ciò che può fare
    e non ciò che vuol fare,
    altrimenti diventa solo causa di disastri.

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Temi di Paola

 

Tema  13*

Esaminate il fenomeno della moda esprimendo il vostro giudizio in merito.

La traccia che ho scelto mi impone prima di entrare nell'argomento di informarmi sul concetto, sulla storia della moda. Pertanto non potendo per brevità scrivere tanto quanto vorrei dell'argomento mi limito a tracciare per sommi capi un percorso storico lasciando per me quanto ho appreso dalla indagine che ho svolto in merito.
Nelle antiche civiltà mediterranee, le variazioni della moda sono oltre che lentissime anche poco appariscenti: le differenze di foggia tra gli abiti degli uomini e donne sono minime, e così quella tra le diverse classi sociali, che vengono però rappresentate di più dalla maggiore ricchezza di ornamenti.
In Egitto appaiono le prime mutande gonnellino.
Mentre in Fenicia nacque la moda più complessa degli scialli frangiati. E, importante, in Persia apparvero i calzoni mai usati prima.
Successivamente il passaggio al Medio Evo dà inizio ad un ritmo di moda vero e proprio ed è caratterizzato dalla introduzione di abiti tagliati e cuciti e dalla più vasta differenziazione delle foggie secondo il sesso e la classe.
Il periodo d'oro dell'Impero Bizantino, alle soglie tra l'antichità e il Medio Evo, presenta un periodo di transizione, con influenze orientali nella comparsa delle maniche e nella bellezza delle stoffe di seta e dei gioielli pesanti, massicci.
Col Rinascimento la moda si fa più estetica e fastosa; e nel campo del trucco, si diventa molto esigenti, fino a rasarsi capelli e sopracciglie per alzare la fronte.
In seguito poi la riforma e la controriforma imprimono un carattere più austero anche alla moda che si fa più severa e insieme goffa, ed il lusso si trasferisce esclusivamente nei gioielli, e nella biancheria intima.
Ma con la rivoluzione francese tutte le frivolezze e tutti gli artifici sono cancellati.
In seguito nell'ultimo ottocento, la moda da aristocratica diviene borghese, manca di una linea direttrice, si arricchisce di fronzoli e stravaganze.  Ma intanto si verifica, con sempre maggiore accentuazione, il fenomeno dell'assimilazione della moda in tutte le classi e in tutte le nazioni e più tardi la moda si è venuta affermando e trasformando soprattutto in fattore commerciale di primaria importanza.
Per quanto concerne ai concetti della moda da questo breve andare storico si evidenzia chiaro che la moda è condizione degli eventi storici, ovvero non si divide da questa ed inoltre è funzione delle classi sociali dominanti.
Potrei richiamarmi alla moda citata dei nobili sia nell'antichità che nei tempi più recenti; potrei citare ancora il taglio dei capelli e delle sopracciglie adottati per allinearsi alla austerità di quel periodo storico.
Orbene il concetto di moda è funzione e scopo, storica e sociale.
Attualmente le case di moda impostate su base industriali, confezionando capi di abbigliamento apparentemente disancorati da ogni vincolo, in realtà non fanno altro che cogliere il senso e gli umori dell'attuale classe dominante e producendo in serie determinano nel proprio interesse con perfetti servizi pubblicitari una profonda avidità del manufatto accrescendo lo spirito consumistico del nostro periodo storico.
Nulla però fanno per differenziare il prodotto nel rispetto dei canoni industriali.  Intendo dire che l'uomo dovrebbe nella scelta condizionata del capo d'abbigliamento poterlo "trasformare" per personalizzarlo, ci eviterebbero così  -senza nulla togliere ai loro interessi-  la gran pena di scoprirci tutti uguali con nella testa la convinzione di vestire a proprio gusto.
Ne deduco che le masse giovanili che costituiscono il vero grosso settore commerciale a cui è rivolta l'attenzione industriale vengono  "illuse"  dal fatto che con poca spesa possa essere se stessa con personalità.
Certo è se stessa ma in una uniformità che è avvilente monotonia.  La moda pertanto, e qui intendo quella personalizzata, continua ad essere appannaggio dei novelli nobili, cioè dei capitalisti che con il danaro possono permettersi  -mostrando abiti apparentemente semplici-  di essere ciò che il loro carattere e la loro natura intende manifestare.
Qui è necessario dire brevemente che, la personalizzazione è fatto indispensabile perché è tramite l'abito che ognuno di noi tende a farsi riconoscere dagli altri per quello che intende essere.
Questo concetto mi sembra importante; esso è legato a quello naturale perduto grazie alla civiltà dove l'uomo con altri segni manifestava al compagno il proprio spirito, la propria identità.  Apparentemente l'uomo sembra cambiato ma in effetti pur con tutte le mistificazioni dei giorni nostri l'uomo si ribella all'appiattimento generale e si sforza in ogni modo e con ogni segno d'essere se stesso.
La moda nulla fa per alleviare questa frustrazione che, proprio per il fatto d'essere da tutti sofferta, viene da tutti taciuta e quel che è peggio negata.
Paola Adamo

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