• Paola Adamo.it

    Se credi in Dio, hai il mondo in pugno.

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    L'uomo deve fare solo ciò che può fare
    e non ciò che vuol fare,
    altrimenti diventa solo causa di disastri.

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Testi

Temi di Paola



Si riportano alcuni temi svolti a scuola, per meglio comprendere la personalità e i sentimenti di Paola

Questi temi fatti  nell’anno scolastico - 1976/1977 (1° Liceo Artistico)   anni 13



Tema 2

Perché hai scelto una scuola ad indirizzo artistico?
Quali prospettive hai per il futuro?

I motivi per i quali ho scelto questa scuola non sono pochi a differenza della prospettiva per il futuro che per me è una sola.
Ma visto che la prima domanda chiede i perché di questa scelta, io mi attengo.
I motivi -ripeto- sono tanti, per ciò è necessario elencarli:
- primo, mi attraggono e mi appassionano tutte le materie artistiche visive e non visive perché per me
   l'arte è il migliore mezzo d'espressione, solo in questo modo riesco a manifestare i miei  sentimenti
   tutti; poi perché è mia intenzione affinarmi cioè capire meglio le tecniche.
Infatti prima mi abbarbicavo alle cose che vedevo cercando a volte di ritrarre il più fedelmente possibile ma senza per questo capirci molto.
In questa scuola invece posso apprendere -e sto apprendendo- tante nozioni, che però non mi saziano e spero che sia sempre così, perché vorrà dire che la mia passione e desiderio d'imparare sarà sempre in crescita.
La mia prospettiva però, a differenza dei motivi che ho elencato è una sola, giungere agli studi universitari per conseguire la laurea in architettura che sarebbe la prima meta della mia vita.
Questa professione è per me il miglior modo per esprimersi.
In quanto essa non è fine a se stessa come tutte le altre manifestazioni artistiche, ma strettamente legate ai bisogni e necessità dell'uomo, unico pernio intorno al quale, credo che debba ruotare il sentimento e gli sforzi di  ogni artista.
Paola Adamo

 

Tema 4*

Immaginatevi per un momento giornalisti e scrivete un bell'articolo sulla vostra città.

Se fossi un giornalista e dovessi fare un articolo sulla mia città, non saprei cosa scrivere, prima di tutto perché non sono una giornalista e poi perché non sono molto brava nel comporre pensieri.
Ma se lo dovessi fare per forza, incomincerei con lo scrivere in grande .............Ah em non lo sò. Andiamo avanti incomincerei a dire: la mia città (ho scelto "NAPOLI") è piena di strade e con molti giardini; abbonda di persone e di macchine ed è luogo di uno splendido panorama.
Molti sono i suoi monumenti e palazzi antichi.
Famoso il castello ANGIOINO costruito nell'epoca in cui regnarono gli Angioini.
Bello e maestoso il palazzo reale.   Ci sono anche molti monumenti:  Dante, Silvio Pellico.
Antichissima l'Università di legge fatta edificare da Federico II.
Molto interessante (ma soltanto per chi ha molta pazienza e molto tempo da poter utilizzare) la Certosa di San Martino, che contiene una numerosa collezione di quadri e anche la bellissima carrozza d'oro con cui passeggiava il Re per le strade di Napoli.
Quest' ultima è molto grande piena di tante cose varie.
Ed è una città in cui regna un continuo rumore, che per me, è come un segno di vita e di gioia.
Tipici sono i carretti con le castagne calde.
Si, è molto grande Napoli, tanto grande che a descriverla non basterebbe un quaderno e ........  nemmeno un giornale.
Quindi per me che non sono giornalista, questo che ho scritto è già troppo.
Ma  diciamo la verità,  non ho più idee.
Paola Adamo

 
 

Tema 6*

I problemi dei giovani d'oggi.


Siccome le famiglie italiane vivono quasi tutte nell'agiatezza non sono più le privazioni che creano problemi, ma l'agiatezza stessa.  Nonostante il fatto che una grande parte di giovani d'oggi non ne abbia, tanti ragazzi non fanno parte di questo gruppo.   Il principale problema è rappresentato dalla famiglia che può involontariamente condurre ad una strada sbagliata.  In questo caso i ragazzi che vivono questi dramma ne escono o chiusi, introversi e taciturni, oppure rivoluzionari, nervosi ed aggressivi.
Ma è meglio approfondirsi sui problemi.  Ad esempio, come ho detto precedentemente, quello della famiglia.
Di solito questa per mancanza di preparazione e di informazione sul come impostare l'educazione dei figli al passo con i tempi non riesce a comprendere il ragazzo/a che sia,  i genitori sono troppo rigidi, severi, non permettono nulla, sono restrittivi e vietano qualsiasi cosa, perché distratti dall'orgoglio di essere importanti e gestori del potere; oltretutto poi non permettono ai figli, di essere presenti alle discussioni dei loro problemi.
Ed allora per reazione i ragazzi non trovano in casa la giusta collocazione, appena fuori di essa iniziano senza che i genitori lo sappiano a contrarre vizi (ad esempio il fumo e conseguentemente il furto) e da qui poi si scatena un susseguirsi di eventi negativi che oltre ai primi, danno luogo a ciò che io definisco il 2° problema.
Questi vizi scritti sopra vengono in questo ordine fumo e furto; difatti prima la sigaretta viene offerta dagli amici, poi le altre bisogna comprarsele e quindi all'inizio sono solo piccole somme sottratte alla borsa dei genitori; fuori gli amici incominciano a burlarli incitandoli a non avere paura e a continuare.  Poi si inizia ad avere il compagno (spacciatore di droga) che nella cecità del momento può essere confuso con la figura del fidanzato e invece è solo la sfruttatore.
Se qualche amica scopre tutto, compreso il fumare, allora la risposta è facile, dicono che è sexy, che fa moda, vuol dire essere grandi.
Ma solo dopo essere arrivati ad uno stato pietoso si accorgono che fumare, prendere droga non vuol dire essere grandi, vuol dire essere stolti, perché ci si autodistrugge. Forse qui sorge una domanda: cosa centra così presto la droga? 
Ho solo cercato di far capire la rapidità con cui si passa dalla sigaretta semplice a quella drogata.  Difatti anche per questo gli amici dicono "ma su, allora non sei forte, non hai coraggio" senza sapere poi che il coraggio lo si dimostra proprio rinunciando, perché altrimenti dopo la prima sigaretta ne vengono tante.
L'unico modo per ovviare a questi problemi, è il dialogo tra genitori e figli, i quali dovrebbero parlare delle loro preoccupazioni liberandosi così dei grandi pesi e nello stesso tempo dando ai genitori la possibilità di intervenire e correggere quei comportamenti che involontariamente hanno causato la rovina dei figli.
Ma come è possibile fare ottenere tutto da genitori non eruditi  - ecco questo è un problema -  io credo che in questo caso, sia dovere dei figli, far evolvere i genitori insieme a loro, facendoli partecipare per quanto è possibile ai loro studi, al loro avanzamento.
Io credo che così facendo, i genitori potrebbero con l'aggiunta della loro età ed esperienza aiutare i figli a risolvere tutti quei problemi che man mano si dovessero presentare.
Paola Adamo



Tema 7*

Pregi e difetti del mio carattere visti con assoluta imparzialità

Non avendo ancora la capacità di critica, data la mia giovane età, non sono in grado di analizzarmi, e stabilire i miei pregi e i miei difetti, altrimenti li avrei già corretti, sono solo in grado quindi di scrivere i pregi che vorrei avere e i difetti che non vorrei.   Preferisco incominciare con i difetti, per evitare, che il tema si concluda con note negative.  Dunque prima di tutto l'invidia; difatti è la cosa più brutta, basta una minima cosa per suscitare odio e malumore, oltretutto si perdono gli amici e non si fa altro che avvelenarsi la vita.  L'invidia è anche un punto debole, difatti se qualcuno a cui si è per forza legati, vuol fare un dispetto, compra qualcosa, fa un qualsiasi gesto, e l'altro muore di bile. 
Poi non vorrei essere una di quelle che non si accontentano mai di ciò che offre la vita perché in poche parole, vuol dire essere insoddisfatti, e ciò è una brutta cosa poiché per questo ci sono solo tante ore di Malinconia e poche di gioia e serenità.   Così anche per il vizio del gioco.  Altro grosso difetto che non vorrei assolutamente avere e che spero non abbia è quello di essere prepotente ed egocentrica. Per queste persone non è che la vita, la gioia e specialmente l'amicizia, aprono troppo le porte; inorridisco solo al pensiero che tutti coloro che mi stanno attorno non sono contenti e felici di starci, ma fingono soltanto, e mi sopportano.
Però dopo tutta questa sfilza di difetti, c'è anche qualche pregio, che vorrei avere come:   la bontà, l'onestà, la carità e specialmente la comprensione e la generosità verso gli altri, perché nella vita per andare d'accordo con una persona, basta che la si comprenda, per poterla aiutare nei momenti di difficoltà, dividere con questa i momenti di serenità, e poterla coadiuvare, senza che ci siano incomprensioni.  Come altri pregi, vorrei la dolcezza, sia nel comportarmi che nel parlare, nel porgere le cose, meglio detto nel modo di vivere.
Fino a questo momento però c'è stato solo un fatto di elencazione mentre invece sarebbe il caso di riportare tutte queste cose, nella realtà, nella vita, cioè praticamente inserirci un pizzico di fantasia.  Io ho intenzione di laurearmi in Architettura, quindi il mio lavoro richiederà una grossa capacità nell'esprimere le cose, sarebbe un guaio chiusa, prepotente e invidiosa, nulla mi andrebbe bene, non potrei assolvere alle mie mansioni, perché con un così brutto carattere non accetterei consigli da chi che sia, e anche perché essendo introversa non saprei bene esprimermi e non avrei capacità di trasmettere idee, d'altro canto basta immaginare questa scena: l'architetto si accorge di un errore, ma essendo introverso e sentendosi dire che così va, non insiste. Morale: quando l'opera è completa il committente di questa riceverà un manufatto che non soddisfa nessuno.  Sarebbe il colmo.  Però non solo sotto l'aspetto professionale, ma anche per quello domestico sarebbe per me un disastro se non avessi ad esempio l'umanità, sarebbe una continua battaglia tra me i miei figli e mio marito, non saprei come comunicare con loro specialmente con i figli, finiremmo per vivere separatamente anche se tutti sotto lo stesso tetto, e sarebbe la stessa cosa se non avessi dolcezza nel porgere le cose, farei credere agli altri di essere irascibile e si determinerebbero delle incomprensioni che con il passare del tempo diventerebbero vere e proprie fratture. Ma il discorso dei pregi e dei difetti non è solo rappresentabile nel lavoro e nella famiglia, quanto anche nelle comitive e nella scuola.  Difatti specialmente nelle comitive ci vogliono ragazzi allegri, attivi, estroversi e con un modo gioviale di comportarsi, è per questo che nella vita oltre a studiare la storia, la matematica e l'italiano ci vorrebbe qualche lezione di scienze del comportamento.
Paola Adamo



Tema 8*

La fantasia è la grande alleata di ognuno di noi:  ci permette di evadere dalla realtà e di costruirci un mondo tutto nostro.

E' vero,
c'è solo un modo per evadere dalla realtà, e che a volte può non essere piacevole, per percorrere spazi che sarebbero impercorribili;
LA FANTASIA.
Questa nostra grande alleata che ci permette di rendere alcuni momenti della nostra giornata proprio come vorremmo.
La fantasia è un bene posseduto da tutti fin dall'infanzia, ma soltanto pochi la coltivano e la conservano, gli altri che la trascurano si inaridiscono invecchiandosi ancor prima d'invecchiare.
Che fare per svilupparla, oltre che per conservarla? !
Io credo che un buon inizio sia quello di non vergognarsi di se, di saper leggere in se stessi; di parlare con parole semplici e aderenti ai pensieri; sforzarsi di descrivere i sentimenti con parole adatte e precise.
Ma l'unico modo per evidenziare la fantasia è l'Arte; sia essa visiva, musicale che scritta.
Tale fantasia però è riservata solo a pochi,  agli artisti.
Quella minore, ma non meno importante è di tutti.
E' del ladro, che sogna banche sempre aperte e incustodite con sul fronte un cartello con su scritto "RISERVATO AI SIGNORI LADRI" e dentro tanti, ma tanti soldoni  già impacchettati e pronti.
E' del povero, che sogna una grande casa calda, piena di luce, di comodi e camerieri che con passo silenzioso son sempre pronti a soddisfare ogni desiderio appena pensato e non ancora espresso.
E' del cattivo che vorrebbe tutto il mondo fatto di buoni e di sciocchi per meglio e più facilmente angariare l'umanità.
E' del Santo, che nella gloria di Dio sogna tutto il mondo fatto di cattivi per meglio cimentarsi nella prova di catechizzazione e redenzione dei peccatori ed acquisire così maggior meriti innanzi al Signore e goderlo in eterno.
E' del bambino, è del fanciullo, è del giovane  ___ è della verde età  ____
che riesce con semplici voli del pensiero a distaccarsi da ogni cosa pur restando nella realtà.
 
LA FANTASIA !
Che grande alleata.
Guai però a trasformarla in abitudine, si finisce per vivere estromessi dal mondo reale conseguendo grandi delusioni ed aprendo le porte a drammi profondi.
ALLORA :   Fantasia    SI,   ma con moderazione,  ovvero tanta anima in tutte le cose,  ma in tutte le cose tanto cervello.


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Tema 10*

Tema a piacere

 Il compito di Italiano a molti ragazzi non è simpatico, e quando il Professore assegna un tema a casa è sempre una grande fatica svolgerlo bene.    Ogni traccia non è buona, ora perché è limitata, ora perché non è di proprio gusto, o perché è troppo impegnativa o a volte non si sà cosa dire.
Il cavillo è buono per dare la colpa all'insegnante, e da ogni lato, agli occhi degli alunni il sistema appare sbagliato.  "Bisognerebbe che fosse a piacere", dicono alcuni, e gli altri si associano, il Professore, comprensivo dà un tema a piacere - tutti sono soddisfatti, gioiosi, tutti sicuri di avere mille idee, di trovare mille soluzioni-  anche il Professore da parte sua è felice di aver accontentato la classe. 
I giorni si susseguono, e arriva il momento del tema, allora ci si pensa su cinque minuti, otto, nove, dieci, un quarto d'ora e ancora niente, ci si alza si sfogliano libri, quaderni, niente; ci si inizia a sentire leggermente demoralizzati, si ricerca ancora, ma ecco che dopo un'ora di ricerche, il tarlo dell'indolenza inizia a stuzzicare: "e se lo copiassi dal quaderno dell'anno scorso?". 
A pensarci sopra l'idea non è male; allora subito alla ricerca del quaderno, dopo poco si ha la preoccupazione di averlo dovuto bruciare quella gelida domenica del mese precedente, oppure di averlo buttato giù dal ventesimo piano appena finita la scuola.
Ma eccolo lì un po' mal ridotto, ma nonostante sia tappezzato di: uffa, che barba, strappo tutto, ma che pena;  si riesce a leggere qualcosa.  Purtroppo però il piano fallisce, è scritto in maniera troppo elementare e quindi non va bene, il tempo passa e il foglio è ancora bianco. 
Arrivati ad un certo punto è la coscienza a farsi avanti e come se si fosse telecomandati, ci si ritrova a prendere la penna, il foglio e a scrivere qualcosa.
 
Sembra buffo ma è così, non si è mai contenti, ora per un motivo ora per un altro.  E non solo in questa occasione è così, ma in tutti i casi della vita. Ora la si vuole in un modo ora in un altro. E' molto facile inventare cose, pensare modi più efficaci per risolvere un problema, ma è molto molto difficile inventare cose giuste e ben funzionanti.
Paola Adamo

 

Tema  13*

Esaminate il fenomeno della moda esprimendo il vostro giudizio in merito.

La traccia che ho scelto mi impone prima di entrare nell'argomento di informarmi sul concetto, sulla storia della moda. Pertanto non potendo per brevità scrivere tanto quanto vorrei dell'argomento mi limito a tracciare per sommi capi un percorso storico lasciando per me quanto ho appreso dalla indagine che ho svolto in merito.
Nelle antiche civiltà mediterranee, le variazioni della moda sono oltre che lentissime anche poco appariscenti: le differenze di foggia tra gli abiti degli uomini e donne sono minime, e così quella tra le diverse classi sociali, che vengono però rappresentate di più dalla maggiore ricchezza di ornamenti.
In Egitto appaiono le prime mutande gonnellino.
Mentre in Fenicia nacque la moda più complessa degli scialli frangiati. E, importante, in Persia apparvero i calzoni mai usati prima.
Successivamente il passaggio al Medio Evo dà inizio ad un ritmo di moda vero e proprio ed è caratterizzato dalla introduzione di abiti tagliati e cuciti e dalla più vasta differenziazione delle foggie secondo il sesso e la classe.
Il periodo d'oro dell'Impero Bizantino, alle soglie tra l'antichità e il Medio Evo, presenta un periodo di transizione, con influenze orientali nella comparsa delle maniche e nella bellezza delle stoffe di seta e dei gioielli pesanti, massicci.
Col Rinascimento la moda si fa più estetica e fastosa; e nel campo del trucco, si diventa molto esigenti, fino a rasarsi capelli e sopracciglie per alzare la fronte.
In seguito poi la riforma e la controriforma imprimono un carattere più austero anche alla moda che si fa più severa e insieme goffa, ed il lusso si trasferisce esclusivamente nei gioielli, e nella biancheria intima.
Ma con la rivoluzione francese tutte le frivolezze e tutti gli artifici sono cancellati.
In seguito nell'ultimo ottocento, la moda da aristocratica diviene borghese, manca di una linea direttrice, si arricchisce di fronzoli e stravaganze.  Ma intanto si verifica, con sempre maggiore accentuazione, il fenomeno dell'assimilazione della moda in tutte le classi e in tutte le nazioni e più tardi la moda si è venuta affermando e trasformando soprattutto in fattore commerciale di primaria importanza.
Per quanto concerne ai concetti della moda da questo breve andare storico si evidenzia chiaro che la moda è condizione degli eventi storici, ovvero non si divide da questa ed inoltre è funzione delle classi sociali dominanti.
Potrei richiamarmi alla moda citata dei nobili sia nell'antichità che nei tempi più recenti; potrei citare ancora il taglio dei capelli e delle sopracciglie adottati per allinearsi alla austerità di quel periodo storico.
Orbene il concetto di moda è funzione e scopo, storica e sociale.
Attualmente le case di moda impostate su base industriali, confezionando capi di abbigliamento apparentemente disancorati da ogni vincolo, in realtà non fanno altro che cogliere il senso e gli umori dell'attuale classe dominante e producendo in serie determinano nel proprio interesse con perfetti servizi pubblicitari una profonda avidità del manufatto accrescendo lo spirito consumistico del nostro periodo storico.
Nulla però fanno per differenziare il prodotto nel rispetto dei canoni industriali.  Intendo dire che l'uomo dovrebbe nella scelta condizionata del capo d'abbigliamento poterlo "trasformare" per personalizzarlo, ci eviterebbero così  -senza nulla togliere ai loro interessi-  la gran pena di scoprirci tutti uguali con nella testa la convinzione di vestire a proprio gusto.
Ne deduco che le masse giovanili che costituiscono il vero grosso settore commerciale a cui è rivolta l'attenzione industriale vengono  "illuse"  dal fatto che con poca spesa possa essere se stessa con personalità.
Certo è se stessa ma in una uniformità che è avvilente monotonia.  La moda pertanto, e qui intendo quella personalizzata, continua ad essere appannaggio dei novelli nobili, cioè dei capitalisti che con il danaro possono permettersi  -mostrando abiti apparentemente semplici-  di essere ciò che il loro carattere e la loro natura intende manifestare.
Qui è necessario dire brevemente che, la personalizzazione è fatto indispensabile perché è tramite l'abito che ognuno di noi tende a farsi riconoscere dagli altri per quello che intende essere.
Questo concetto mi sembra importante; esso è legato a quello naturale perduto grazie alla civiltà dove l'uomo con altri segni manifestava al compagno il proprio spirito, la propria identità.  Apparentemente l'uomo sembra cambiato ma in effetti pur con tutte le mistificazioni dei giorni nostri l'uomo si ribella all'appiattimento generale e si sforza in ogni modo e con ogni segno d'essere se stesso.
La moda nulla fa per alleviare questa frustrazione che, proprio per il fatto d'essere da tutti sofferta, viene da tutti taciuta e quel che è peggio negata.
Paola Adamo

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