• Paola Adamo.it

    Se credi in Dio, hai il mondo in pugno.

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    L'uomo deve fare solo ciò che può fare
    e non ciò che vuol fare,
    altrimenti diventa solo causa di disastri.

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Testi

Temi di Paola



Si riportano alcuni temi svolti a scuola, per meglio comprendere la personalità e i sentimenti di Paola

Questi temi fatti  nell’anno scolastico - 1977/1978 (2^ Liceo Artistico)   anni 14



Tema  n°1**

I ricordi della mia infanzia

Per quello che mi ricordo non ho avuto mai fatti traumatizzanti o determinanti per la formazione del mio carattere.
E uno dei rari episodi, che mi ha colpita è stato il giorno in cui i miei genitori decisero di portarmi all'asilo, infatti li giunti non ci furono ne parole, ne regali ne promesse, per farmi decidere ad entrare in un aula, tutte le scuse erano buone; ora i bambini erano brutti, ora era l'insegnante brutta, ora mi scappava la pipì, ora non trovavo l'aula giusta. Oltre a questo si aggiungeva il fatto che gli altri bambini si erano affezionati a mia madre, quindi se tentava di andare via, non piangevo solo io ma tutti i bambini che si erano avvicinati.
Questo fatto durò una settimana finché la mamma di comune accordo con la Direttrice decise di rinviare all'anno successivo.
Trascorso l'anno e giunti al secondo appuntamento, la cosa non fu molto diversa, l'unica variante fu che decisi di andare a scuola a patto che andassi in una classe dove avessi potuto imparare a leggere e a scrivere.
Fui accontentata e d'allora ho iniziato la mia vita di scolara prima e studente poi.
Questo è stato un fatto molto positivo perché ho dimostrato sin da piccola di avere interesse verso le materie, qualunque esse siano e non soltanto verso il gioco.
Ho dimostrato di essere attirata da queste cose, ma non in modo superficiale, bensì sempre approfondito e ponderato sulle cose.
                                                           Paola Adamo

 


Tema  n°3**

E' difficile essere sinceri ma è ripugnante l'ipocrisia.

L'ipocrisia è ripugnante ma non tutti ci tengono al proprio onore, e non hanno rispetto per se stessi.
Da sempre molti uomini hanno preferito rinunciare alla loro dignità, pur di guadagnare o meglio speculare sugli altri.
L'ipocrisia si trova dappertutto, tra la gente povera, tra i ricchi, i nobili e anche molto spesso a scuola tra compagne della stessa aula. Tutte si dimostrano affettuose quando devono avere, ma in verità non possono chiamarsi amiche.  A loro, si adatta di più il termine bandierina, può sembrare strano ma così è.
Difatti cosa fa la bandiera, se non che seguire il vento, così gran parte della gente, in questo caso le compagne, segue chi può fruttar loro qualcosa.
E quante delusioni e che amarezze per chi non le aveva credute tali. Poiché per gli ipocriti non è la vera amicizia che conta bensì ciò che può ricavare con lo starci insieme.
Ma approfondendoci nel discorso è bene analizzare il carattere di queste persone ed il perché di questo comportamento.
La classe degli ipocriti, chiamiamola così, è formata prevalentemente da soggetti insinceri, timidi e privi di una propria personalità per cui cercano in tutti i modi di adattarsi il più possibile, e di agire con la mente altrui,  in modo da confondersi tra gli altri e non avere responsabilità.
Questa però non deve essere una giustificazione, perché ognuno anche se in piccola parte contribuisce alla formazione del proprio carattere, e anche se l'ipocrisia può dare del benessere se si viene riconosciuti si viene additati per sempre e si fa anche una pessima figura, ed è per questo che la vita ambigua è un grande rischio.
Ma questo fatto non è solo di oggi, difatti un esempio molto vistoso è quello di Don Abbondio nei promessi sposi, che non sa come comportarsi e si nasconde verso tutti e verso tutto.
E ritornando al concetto proprio iniziale dove ho detto che gli ipocriti si trovano dappertutto, anche tra i preti come Don Abbondi ve li troviamo.
Ritornando al personaggio dei promessi sposi, il fatto stesso di aver scelto di prendere i voti, solo per poter essere potenti, e sfruttare quella situazione ci denota chiaramente il carattere.
Comunque tirando le somme, è meglio essere sinceri e camminare per la strada giusta, e aspettare il benessere o l'amicizia vera e sincera che non ottenerla subito ma in maniera del tutto sbagliata.
                                                          Paola Adamo

 


Tema  n°6**

Come dovrebbe essere, secondo te la scuola.

La scuola come la desidererei io è ben diversa da quella attuale.
Innanzi tutto per poter attuare il mio pensiero ci dovrebbe essere un gran rispetto, sia da parte degli alunni che da quella dei professori, in modo da poter agire -se non su di uno stesso piano- ma certo più liberamente.
Perché io sono convinta che anche l'atteggiamento dei giovani d'oggi nella scuola, condizioni gran parte dei professori.
Quindi, considerato come vero questo rispetto, per me la scuola non dovrebbe essere il luogo dove si va per sentire la spiegazione o per essere interrogate e dove la cosa forse più importante è sapere il voto - certo tutto questo è indispensabile - ma io vorrei che la scuola fosse una seconda famiglia.
Tra il professore e l'alunno non dovrebbe esserci un rapporto basato sul terrore, sulla paura, e sulla incomprensione, ma un rapporto umano basato sul reciproco rispetto, consapevoli sia l'uno che l'altro del ruolo che occupano.   Il dialogo poi dovrebbe essere alla base dello studio che si effettua in classe e a questo discorso dovrebbero parteciparvi sia gli alunni che i professori, e non  - come molto spesso accade - che quest'ultimi incitino - quasi fosse un combattimento tra animali - gli alunni ad un discorso, e che quando si fa più acceso non accennino ad intervenire.
E quindi penso che il rapporto "professore-alunno", precedentemente detto, sia quello che possa dare soddisfazione sia all'uno che all'altro.
Per quanto riguarda invece gli alunni, dovrebbe esserci più comprensione e disponibilità tra tutti, e non come accade oggi che sono solo disposti a punzecchiarsi, a riprendersi in ogni minima sciocchezza, e in attesa del momento più propizio per ingannare e poter sembrare agli occhi del docente più capaci.  Tutto questo è inutile e serve soltanto ad inasprire ciascun componente di questo gruppo.  E non ci si rende conto che se tra ragazzi ci fosse quello affiatamento che oggi manca del tutto, si riuscirebbe a raggiungere un buon grado di preparazione, oltre che di maturità.
Difatti credo vivamente che il contatto con la scuola influisca molto sull'individuo, però come anche nella vita sociale presenta solo due strade, due vie d'uscita:     o inserirsi pienamente nella società - dipende poi dall'individuo, se bene o male - e trovare la propria strada, il proprio modo di inserirsi, oppure rimanere nettamente tagliati fuori dalla società non riuscire più ad inserirsi, in poche parole gli emarginati. Una specie di selezionati, i più forti vanno avanti e i più deboli rimangono fuori.
Ma questo è un discorso che si distacca nettamente dal campo della scuola, e che forse è più adatto a sintetizzare il proprio pensiero sulla società che ci circonda non più sulla scuola.
Quindi per ritornare sul tema principale voglio ripetere che tra i ragazzi ci deve essere l'affiatamento indispensabile per la riuscita della classe. Per quanto riguarda poi la scuola in se per se, cioè scuola in quanto complesso organizzativo, ci dovrebbero essere più iniziative, ad esempio nel nostro che è un Istituto ad indirizzo artistico, necessiterebbero lezioni pratiche, oltre che nelle materie artistiche anche in quelle culturali.
Il materiale non dovrebbe lasciare a desiderare, proprio in una scuola alla quale queste cose sono indispensabili.
Da quanto ho detto è chiaro come il mio pensiero e desiderio sia lontano da quella che in realtà è la scuola di oggi.
Adamo Paola

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