Dossier



Pubblichiamo altre testimonianze inedite su Paola Adamo
 
82) Grazie a don...    In ognuno di loro ho colto, un don Bosco sempre vivo e attuale al passo con i tempi e se oggi sono qui ad essere consacrato Salesiano Cooperatore, lo devo a loro e al loro essere salesiani nel quotidiano. La scelta di apostolato è maturata definitivamente attraverso la studio e la conoscenza delle virtù cristiane della giovane Paola Adamo e delle sue frasi ispirate, ma semplici e disarmanti. 
Maria Ausiliatrice, Don Bosco e Madre Mazzarello, guidino il mio cammino.
Cosimo Recchia -Taranto 24 Maggio 2013
 
83) "Vivendo ogni giorno, come educatrice, fra giovani ed adolescenti, non mi è difficile capire quanto questa ragazza abbia vissuto con intensità i suoi anni, gli anni più belli, ma anche quelli più difficili, in cui si cerca di capire qual è il proprio posto nella vita, spesso attratti dal canto di allettanti "sirene" e abbagliati da tante e false luci.  Paola ha vissuto con intensità la sua amicizia, aprendosi a quelle amiche che avevano più bisogno, a quelle che erano "lasciate in disparte".  Perché?   Il suo cuore era "grande".
Paola ha saputo essere se stessa quando - con più facilità - avrebbe potuto tacere di fronte a coloro che usavano un linguaggio "non cristiano" che a lei non piaceva perché offendeva Dio: avrebbe potuto tacere, omologarsi, lasciare fare e dire ciò che altri volevano, invece "ha preso posizione" per coerenza... e non senza soffrire! Paola ha affrontato la "solitudine" che prova chi si impegna sempre a scuola, quando i compagni preferivano "vivere alla giornata", magari "godersi la vita" senza fare il proprio e semplice dovere di studente. 
Paola aveva capito, anche se con difficoltà come può accadere ad ogni creatura umana, che per essere felici bisogna prima pacificare la propria coscienza.
Paola ha vissuto con intensità il suo rapporto con il Signore, aiutata dai genitori, dal suo padre spirituale, ma per sola ed esclusiva scelta sua.
Paola ha accettato la sua morte, così improvvisa, così triste, così lacerante, così dolorosa - quasi una sconfitta dopo tanto lottare - proprio quando avrebbe potuto "godere" la sua vacanza, la gioia della sua promozione, il calore della sua amata famiglia e costruirsi il suo avvenire, progettare la sua carriera!!!
Eppure questa ragazza non è nata Santa. Come ogni bambina ha fatto i suoi capricci, ha avuta e dato le sue delusioni; come ogni adolescente ha sentito quanto fosse difficile vivere pienamente la propria fede, il proprio impegno, il proprio rapporto con gli altri; come ogni ragazza ha avvertito quanto fosse impegnativo camminare nella via dei Comandamenti del Signore per rimanere sua nel cuore e nell'anima. Avrebbe potuto "mollare" come fanno tanti alla sua età, ma non lo fece! Si potrebbe obiettare che queste sono virtù necessarie e normali per vivere cristianamente ogni giorno e seguire l'ideale della Santità.
E' proprio questo che mi ha colpito e che mi colpisce ogni volta che parlo di Paola e rifletto sulla sua giovane vita. Lei ha vissuto con convinzione la sua vita di cristiana, pur nella brevità dei suoi anni (... )
Io parlo di Paola ai miei ragazzi, presentandola così: una ragazza dalla "Santità feriale", la santità che mi piace tanto, perché accessibile a tutti...  "Se credi in Dio hai il mondo in pugno". 
Grazie, Paola, per ricordarci, nella tua semplicità e giovialità, che il mondo è nostro se noi siamo di Dio.
Tu ci dici che essere di Dio è lo scopo della nostra vita. Aiuta i nostri giovani a vivere come hai vissuto tu: con intensità, nella Gioia, con il Signore e per il Signore."
Sr. Rina Dellabartola -  Rimini 17.05.2013
 
84) "Anche per me è stato come un aprire uno scrigno di perle preziosissime: una Ragazza già matura, di un criterio umano eccellente e di una saggezza impressionante, di amore apertissimo e quel senso raro come di un percepire universale del proprio vivere, di un equilibrio progrediente e pur già stabile, con quella fede adamantina che lascia incantati...   Per le sue doti di intelligenza e di cuore e per quel suo gusto innato, ma anche così costantemente sviluppato, del vero e del giusto, del bello e del delicato, della bontà e dell'amore, mi è apparsa come modello splendido e capace di mediare la grande tradizione cattolica con le esigenze delle Ragazze di oggi, che la Missione vuole aiutare ad aprirsi ancor più e ancor meglio del passato ai più fascinosi ideali del nostro vivere immortale su questo tormentato pianeta...
Abbiamo bisogno di modelli. Incarnare una vita di sapienza e di amore evangelico è impresa più divina che umana: ci appare pressoché impossibile. Se però il modello brilla luminoso, è più facile seguire la stella. E noi potremo vedere presto tante giovani incarnare l'ideale Paola, felici di portare avanti, a salvezza di tanti spiriti giovanili, quel progetto umano e cristiano che voi avete realizzato, d'accordo con il Creatore, nella vostra meravigliosa creatura."
Don Marco Cinquetti - Gorizia  01. 11. 1981
 
 
°85) "Paola, cari Claudio e Lucia, non poteva essere un incanto solo per voi, per la vostra beatitudine. La vostra casa... era ormai troppo angusta per una nata per essere leader di adolescenti e anche di giovani, per la sua evidente precocità nel saper cercare con avidità, individuare e prediligere ciò che è bello, buono, vero e nell'innamorarsi delle realtà che, oggi, a quella età, entusiasmano: il ballo, il disegno, le più varie forme di sport... Ma che lei viveva in una dimensione che esalta la vita più genuina, con il bisogno straripante di puntare in alto, molto in alto. Per questo in lei, il sussurro della preghiera era il respiro dell'anima.  Perciò il suo fascino apre, ai giovani, orizzonti semplici e, direi, spontanei di vera vita cristiana. Lo straordinario è nella quotidianità dell'intera vita, una vita che brilla di purezza, di amicizia, di gioia anche nelle difficoltà. Camminando con Paola, quindi, è possibile essere veri cristiani, oggi, anche per i giovani. Lei è un modello felice per la sua maturità convincente e dolcezza, per la capacità di costruirsi in modo originale, pur vivendo in un momento storico, culturale e ambientale in cui non sempre prosperano gli interessi dei giovani, ma l'atmosfera è di tutto scristianizzata, con torbidi adescamenti per facili devianze.”
Don Luigi Benvenga -  Pacognano (NA)
 
°86) "Paola non era una ragazza qualunque con una vita qualunque e una storia qualunque. Era inserita in un ambiente che in alcuni aspetti rispecchia quello in cui vivono molte ragazze della sua età. Forse è proprio questa somiglianza tra le situazioni che lei dovette affrontare e quelle che fanno parte della mia vita a trasformare la biografia di questa ragazza in una storia coinvolgente. Per gli adolescenti leggere la storia dei loro coetanei è sempre utile per capire meglio la propria situazione.
La storia di Paola è straordinaria in questo senso: fornisce un esempio di santità inserito però in una linea che non si distacca dal mondo in cui viviamo. Non ostante i suoi gesti brillino di santità, ella li compie a scuola, in famiglia, tra gli amici, aspetti che fanno parte delle vite di tutti...
Storie come quella di Paola colpiscono dritto al cuore, specialmente in un momento in cui si sono persi di vista veri valori e ognuno è impegnato a soddisfare i propri interessi."
 Prof.ssa  Sabrina  Gallone - Torino  26.06.1996
 
°87) "E' difficile rendersi conto di aver ricevuto delle grazie e di aver visto dei miracoli, ed è altrettanto arduo parlarne, ma io credo che Paola mi voglia far capire quanto mi abbia aiutata e voglia che io lo comunichi per testimoniare che "Se credi in Dio hai il mondo in pugno."
Da anni perseguivo il sogno di laurearmi nella facoltà nella quale mi ero iscritta e che mi appassionava, ma, pur essendo costante nello svolgimento degli esami, il giorno della laurea mi sembrava lontano. (...)
Dopo una fase in cui ho dato allo studio la minima importanza, quasi per ribellarmi alla rilevanza che gli avevo dato in passato, è arrivato il momento in cui sono venuta a conoscenza della figura splendida di Paola e, senza che glielo avessi chiesto, tramite i suoi genitori, lei è riuscita a spronarmi affinché io dessi anche allo studio la giusta importanza. Non di valore supremo, ma di mezzo utile alla vita terrena. Le grazie e i miracoli che vedevo mi spingevano ad andare avanti e gli aiuti mi venivano proprio nei momenti più difficili, dandomi importanti insegnamenti di vita. In questo modo, esame dopo esame, grazia dopo grazia, è arrivato il momento della tesi, lavoro a prima vista impossibile e pieno di difficoltà, che ha trovato facilitazioni di ogni genere. E' arrivato infine il giorno tanto atteso: mi sono laureata brillantemente, nella gioia mia e dei miei cari. Tutto questo è merito di Paola che mi ha aiutata con la sua grande intercessione, volendo dimostrare che "il difficile non esiste, l'impossibile richiede solo un po' di tempo.  Aspetta con calma e avrai tutto ciò che desideri."   Grazie Paola."
Marcella Galiano -  Manduria (TA) 18. 10.2003
 
88) “Paola è una presenza sempre viva in me, un'amica fidata, un modello di coerenza nella fede da imitare. Ogni volta che penso a lei sento la sua vivacità, la sua allegria, la sua spensieratezza e soprattutto la sua gioia, la stessa gioia che mi trasmise la prima volta che la conobbi tramite la lettura di un opuscoletto su di lei.  Mi chiedevo fino a che punto fosse stato difficile per lei testimoniare la sua salda fede ai suoi amici, ai suoi compagni di scuola, a chi poco credeva in lei. Soltanto dopo aver sperimentato di persona situazioni di incomprensione simili a quelle in cui si veniva a trovare Paola, quando era maltrattata e derisa dai suoi coetanei, ho capito le enormi difficoltà che incontrava ogni giorno a trasmettere le sue convinzioni cristiane e ho riconosciuto le sue davvero lodevoli capacità di sforzo e coraggio nell'esprimerle con chiarezza, franchezza e determinazione.
Prego sempre Paola e sento la sua intercessione; spero che riesca a trasmettermi quella sicurezza, quella determinazione e quella gioia che ha sempre avuto."
Marcella Galiano - Manduria (TA)
 
 
89) "Da quando Paola Adamo è entrata nella mia casa, è entrata anche nella mia vita. Spesso il mio sguardo si incrocia con quello della sua foto che ho posizionato su un ripiano della mia cucina e a lei, come fosse viva, faccio le mie confidenze e, soprattutto, invoco il suo aiuto nelle situazioni più difficoltose.
Ho sperimentato quanto la semplicità e la limpidezza di Paola siano potenti presso il buon Dio che si serve di questa sua figlia per manifestarci la sua misericordia".
 Giancarla Maldocini - Manduria (TA) 12.10.2003
 
90) "Cara Paola, ti scrivo nuovamente per dirti che sento accanto a me la tua presenza, e prego perché tu sia serena accanto al Signore. Spero di avere dentro di me i valori che ti hanno guidato fino a quando hai raggiunto il Signore. Proteggimi e guidami nel mio cammino".
Davide Sarno. Pianura (NA) 15.10.2003
 
91) "Anch'io, Salesiano Sacerdote, voglio sentirmi tra gli amici di Paola Adamo e dire grazie al Signore per le meraviglie che continua a farci gustare tramite la vita dei nostri giovani, tramite la vita in modo speciale oggi, di questa ragazza di Taranto: Paola Adamo.
Da tempo leggo il foglio di collegamento "Ciao gente... sono Paola", testimonianze e scritti che mi danno la sensazione di trovarmi faccia a faccia con una ragazza straordinaria, che ha vissuto la sua vita in modo intenso e nello stile della Spiritualità Giovanile Salesiana. La fede che trasforma la sua vita giorno dopo giorno in una ascesa straordinaria fatta di piccoli passi ma decisi.
La gioia della speranza, comunicando a chi fissava il suo sguardo e oggi la sua foto, non avendo avuto la possibilità di conoscerla personalmente, di immergersi in una esperienza di infinito, lungimirante, di chi sa come deve agire, come deve vivere il quotidiano per gustare fin d'ora il cielo.
L'operosità della carità, affabile e amica di tutti, attenta a ciò che la circondava per non perdere occasione, nelle quali far capire che la vita va colta come dono, va gustata.
L'impegno nella costruzione del Regno di Dio. La sua presenza era già motivo per gli altri di avere atteggiamenti sani, una condotta che diventava respiro della presenza di Gesù, il Signore della vita.
Penso di non dire troppo se affermo che ha vissuto da "cittadina del cielo" con lo spirito delle Beatitudini, non per evadere dal mondo e dalle sue provocazioni, ma per accettare la sfida del quotidiano ed essere comunque e dovunque segno di Dio Amore.
Possiamo dire ancora una volta con Don Bosco che è possibile additare la Santità ai giovani, è possibile educare come ieri, puntando in alto, abilitando i giovani a spendere bene il grande dono della vita.
Doni naturali e doni di grazia si integrano facendo di Paola Adamo una testimonianza di bontà e generosità tra i suoi coetanei ed il mondo degli adulti.
Io personalmente, ho incontrato e continuo a incontrare tanti giovani a vario titolo come Salesiano, riscontrando una varietà di doni che la grazia dello Spirito Santo elargisce abbondantemente, ma la vita di Paola Adamo mi fa cogliere in pienezza il "sogno di Don Bosco" che sosteneva possibile il cammino di santità, trasformando la vita ordinaria in straordinaria e facendo gustare la vita nella gioia e come dono stupendo del Dio Amore. Queste poche righe di testimonianza scaturite dalla lettura della vita di Paola Adamo per rilanciare ai giovani e agli Educatori il cammino di Santità come possibile, ma anche per chiedere a Paola di intercedere presso il Signore, la Vergine Santa, Don Bosco, Domenico Savio affinché tanti altri giovani possano sentire la passione di vivere nella pienezza dell'Amore di Dio come ha vissuto lei.  Paola, continua ad entrare nelle case e nei cuori dei nostri giovani facendo sentire la tua voce dolce e persuasiva: "Ciao gente... sono Paola".
 Don  Pasquale Cristiani - Napoli 28.01.2003
 
92) "Sono venuta a conoscenza di Paola Adamo, tramite una sua semplice immaginetta. Mi piacerebbe "saperne di più". Chissà che non possa tradurre qualcosa per la gioventù francese. Ho poco tempo, ma se Dio me ne desse un po' di più... non si sa mai. Comunque, grazie per l'attenzione. Con rispetto e cordialità nel Signore".         
Abbadessa  Sr. Maria Pia - Monastère des Clarisses - Lourdes  20.01.2000 
 
93) "Con grande puntualità ho ricevuto il materiale riguardante "Paola Adamo"; è un autentico fiore di santità.  Spesso mi rivolgo a Lei nella preghiera.  In alcuni casi la sua intercessione presso l'Altissimo è stata efficace.  Sono sicuro che la conoscenza della santa vita di questa ragazza porterà abbondanti frutti di rinnovamento interiore in modo particolare tra i giovani".
Francesco Zerrillo, Vescovo - Lucera (FG)  28 gennaio 2001
 
94) "La figura di Paola è un dono di Dio da far conoscere a molti, soprattutto giovani. Indubbiamente l'azione di Dio nel cuore puro e giovanile di Paola risalta agli occhi. Infatti, in una circostanza particolare ho invitato a rivolgersi a Paola per avvalorare la richiesta di una particolare grazia del Signore; l'intervento di Paola non è mancato. Sono sicuro che i segreti doni di Grazia di cui l'animo di Paola Adamo era ricolma saranno conosciuti da moltissimi a lode e gloria dell'Altissimo".
Francesco Zerrillo, Vescovo - Lucera (FG)  29 gennaio 2001
 
95) "Sono veramente lieto di aver conosciuto Paola Adamo, leggendo periodicamente notizie riguardanti la sua vita. Mi ha impressionato il ricordo tenace ed ammirato di quanti l'hanno incontrata nella sua veloce esperienza terrena. Non mi stupisco perciò, che tanti facciano ricorso alla sua preghiera di intercessione presso Dio. Io stesso raccomando a questa giovane i ragazzi troppo spesso frastornati, incapaci di coltivare grandi ideali, timidi ed incostanti nel rapporto con il Signore. Mi ha affascinato l'essenzialità della spiritualità di Paola. Lei ha capito il tutto di Dio e tutta si è offerta a Lui. Ha capito che lo stare con Dio costituiva per lei il principio della sua pace e della sua forza. Ha capito la piccolezza del mondo e la insufficienza di ogni cosa: per lei contava solo Dio e tutto bisognava orientare a Lui. Queste convinzioni luminose e radicali trasformavano la giovane in una testimone del Signore e in una sua apostola. Non mi meraviglia che la vita di Paola sia trascorsa in limiti angusti di tempo e di spazio. Quello che conta è la decisione nell'impegno, la limpidezza negli obiettivi, l'amore caldo per Iddio e per i fratelli. Nel mio intimo invoco Paola, perché mi sia vicino e mi aiuti a rimanere fedele alla semplicità anche nella complessità delle situazioni. Invoco Paola, perché ottenga a molti giovani il dono del discernimento, perché sappiano distinguere e scegliere alla luce di Dio, e sappiano accogliere la volontà di Dio nella propria vita. Auspico che si perseveri nell'estendere la conoscenza di Paola, perché tanti si sentano interrogati ed incoraggiati dalla esperienza di Lei".
Francesco Zerrillo,  Vescovo - Lucera (FG)  05 settembre 2006
 
96) "In tanto sfascio di valori umani e familiari è facile concludere con una certa superficialità che non c'è più onestà, che non c'è più santità e che specialmente la gioventù risulta bruciata dal rogo dilagante delle passioni. Che questo giudizio sia pessimistico e per nulla conforme alla realtà che è piuttosto complessa, ce lo viene a dichiarare Paola Adamo; un'adolescente che ha saputo in poco tempo realizzare la sua vita e diventare modello di riuscita per i giovani e adulti facendo leva su valori decisivi del convivere familiare e sociale... Ma chi è Paola Adamo, la cui vita si propone come paradigma di verifica alle smarrite coscienze del nostro tempo? E' una generosa fanciulla, che nel breve arco di vita durato 14 anni e otto mesi, si è realizzata a tempo di record con una completezza entusiasmante...  L'eccezionalità di questa creatura non sta nella straordinarietà della sua nascita, ma nella docile disponibilità all'azione educativa dei suoi ottimi e preparati genitori, che l'hanno saputo creare un clima familiare carico di religiosità, di fortezza, di sapiente discernimento di tutti i valori in cui la vita umana è chiamata a realizzarsi".
                                                                                                    Angelo  Malagoli - Roma 13.02.1982 
 
97) "Se è lecito tentare di interpretare il disegno del Signore, possiamo umilmente pensare che la missione di Paola si affianca e completa la missione che fu già di Agnese e Maria Goretti.  Un grande arco di purezza che dalla Chiesa delle persecuzioni poggia sul pilastro della vergine-martire moderna che illumina l'inizio del nostro secolo. Sul finire di esso, ecco un altro messaggio al mondo e in particolare alla gioventù, specialmente femminile, Paola Adamo.  La santità non si rivela solo nel martirio, ma come già in San Domenico Savio, in una vita di purezza vissuta con amore, in comunione con Dio e con gli uomini sotto la guida dello Spirito Santo.  E in una temperie generale di dissacrazione della famiglia e della donna, Paola ci viene a ripetere che la base di ogni educazione cristiana è la famiglia, la sola che possa, insieme alla Chiesa, coltivare e portare a fioritura i fiori più belli della fede e dell'amore".
Angelo  Malagoli - Roma 13.02.1982 
 
98) "Paola morta all'età di 14 anni e otto mesi, immortalata nell'età più bella, continua il suo dialogo con i giovani. Ha tracciato una strada, ha indicato una via per i nostri giovani. "Io, scrive una compagna di scuola, ho preso Paola come il mio angelo custode e la prego tutte le sere.
Una delle foto più espressive riprende Paola, nello splendore della sua adolescenza, con sorriso smagliante, riflesso del sorriso di Dio, sulla sua terrazza. E' tra il verde e i fiori, in alto, a cavalcioni su una scala a chiocciola con le braccia aperte, quasi un invito a giovani, genitori e docenti a rispecchiarsi nella sua vita."                                            
Padre Salvatore  Discepolo -  Grottaglie (TA)   01.12.2006 
 
99) "La figura di Paola è stata un'azione di testimonianza e un magnetismo di coinvolgimento senza più barriere, senza ormai frontiere. Il prezzo di un profumo che si espande dalla teologia della vita... 
 Cosa ha fatto di straordinario Paola? Di straordinario niente, ma ha fatto tutto l'ordinario nella forma straordinaria...  Il suo messaggio è diretto particolarmente a quella che viene chiamata la SMS. generation. 
Ed ora dice che l'uomo è come un granello d'incenso che non profuma se non si brucia. Paola si è tuffata nel braciere come granello d'incenso e profuma di bontà un mondo assetato di pulito, che attende salvezza, che attende la bellezza, che vuole una giovinezza rinnovata".
Don Sabino Palumbieri -Taranto 24.10.2003
 
100) "Noi educatrici salesiane, sentiamo quanto bene ha fatto ai preadolescenti e adolescenti la lettura attenta e il lavoro di riflessione sul libro: "Paula Adamo aqui e para là do sol" I suoi messaggi non conoscono frontiere e arrivano al cuore del Brasile, come un inno di ringraziamento a Dio per la sue meraviglie. Lo Spirito Santo cammina nella pratica della vita e il contatto con Paola ha portato gli adolescenti a confrontarsi e auto analizzarsi con una giovinetta di soltanto 14 anni, che è riuscita a tanto in così poco tempo.
Cari genitori di Paola, continuate seminando i fiori della purezza perché il mondo ne ha tanto bisogno". 
Sr. Maria Amancia Prado - Alto Araguaia, Mato Grosso - Brasile  Ottobre 1999
 
101) "Carissimi ...  voi siete i genitori più felici del mondo, non ostante che avete sofferto molto con la perdita di Paola, però fisicamente sì, ma è stato anche un guadagno molto grande avere lasciato partire Paola presso il Signore. Se Paola fosse rimasta con voi in questo mondo, forse non avrebbe fatto tanto bene ai giovani, adolescenti, agli adulti e famiglie, penso io, del mondo intero, come sta succedendo con la lettura del libro “Ciao gente... sono Paola” e “Paola Adamo, qui e al di là del sole”. I giovani e le adolescenti dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Alto Araguaia, dove abito io e lavoro nell'amministrazione, sono incantati e quasi attratti per la lettura del libro e si organizzano in gruppi per lavorare con le altre giovani meno dotate. lo vedo in questo una grazia di Paola, perché tanti altri libri sono stati letti e formati tanti gruppi, però non si è vista tanta risonanza come questo di Paola... E' la grande conquista di Paola; essa sta entrando nei cuori delle giovani e adolescenti del nostro immenso Brasile... Paola sarà conosciuta da molte persone.  
Paola è la luce e il sole in mezzo al mondo giovanile.” 
Sr. Maria Biason  - Cuiabà‑Brasile  01.05.1999
 
102) "Sono molto interessata a comunicare la bellezza della vita della cara Paola. Adesso mi trovo in Perù ed ebbi la fortuna di conoscere la biografia di Paola, tramite la mia Direttrice, nei cinque anni che sono stata a Roma nella facoltà Auxilium. Se fosse possibile, sarebbe molto bello e opportuno stabilire contatto con chi mi può illustrare meglio sulla vita e la bibliografia occorrente; se fosse in spagnolo molto meglio..”                                                                      
Sr. Vicky Rivera   Lima – Perù  25.02.2007
 
103) "Ho letto il libro “Paola Adamo, qui e oltre il sole” e mi sono emozionata per la storia. Mi piacerebbe avere gli altri libri della vita di Paola. Per me lei è diventata un'amica .... Congratulazioni a voi per la fede e perché avete saputo fare di Paola una persona molto speciale."
W. K. R.   Campo Grande – Brasile  14.02.2007
 
104) "Leggendo il libro, la figura di Paulinha (la piccola Paola) non esce dal mio pensiero. Cosa c'è in questa persona che attira tanta gente? E' veramente un angioletto che nella sua breve vita ha saputo dare il suo messaggio e il suo esempio di vita. Sono qui, lontano, in Brasile, nello Stato di Mato Grosso, città di Campo Grande, e voi siete in Taranto, Italia. Ma per me è come se in questo momento fossimo vicinissimi, parlandoci di fronte e con Paola in mezzo a noi.
Il libro è qui davanti a me, nella foto Paulinha sorride e non solo per me, ma per migliaia e migliaia di giovani in questo mondo...  Conoscere Paola Adamo, anche da lontano, è stata e continua ad essere un'esperienza molto valida. E' come se lei, Paulinha, fosse qui, accanto a me, dandomi forza per continuare nel mio cammino. Sono molto emozionato, escono le lagrime dai miei occhi, è molto forte la presenza di questa santa ragazza... Io ho la convinzione che Paulinha sia una grande santa che già si trova in cielo con Gesù e la Vergine Maria. E Paulinha è già un esempio per i nostri giovani che hanno tanta sete di buoni esempi di vita".
Padre Adeilson Tomé - Campo Grande – Brasile  20.05.1999
 
105) Riguardo all’opuscolo, della meravigliosa Paola, pian pianino si sta’ facendo strada anche qui in Kenya, ora che è stato tradotto in lingua Inglese.  Oltre alle Paoline che lo vendono, qui a Maralal l'ho già proposto in due scuole. In un'altra Missione, precisamente Wamba, l'ho proposto ad una scuola superiore. Il sedici di questo mese sarò a Nairobi per un incontro tra di noi Padri, provenienti dall'Uganda e da ogni parte del Kenya.
Ho in progetto di far pervenire l'opuscolo della cara Paola anche a questi angoli del Kenya e dell'Uganda.
Da come potete notare, anche qui qualcosa si muove, non certamente con il ritmo frenetico Europeo, ma con il tempo proprio di questa gente.  Non potete immaginare di come sono entusiasta nel presentare Paola ai ragazzi. E' proprio vero che se credi in Dio, hai in pugno tutto e la Paola ha saputo conquistare anche ragazze africane. Per esempio, una ragazza di nome Hellen Lokoshil ha composto una bellissima preghiera adottando il motto di Paola e facendolo suo: "If I believe in God, I will on her side..."; da premettere che è una ragazzina. Anche Agnes Erupe, se pur nella sua esiguità di parole, ha centrato ciò che è stata la vita di Paola. Ma, lascio a voi, con l'aiuto di chi sa l'inglese, di farvi tradurre, filo e per segno, tutti questi fogliettini. Personalmente, mi stupisco di alcune risposte da alcune ragazze e capisco che Paola è al lavoro, sta forgiando questi cuori, affinché capiscano che Dio è tutto.
Da parte mia, invoco sempre la cara Paola di proteggere questi ragazzi/e e giovani che hanno sete di Dio, affinché possano trarne un esempio da lei".
Padre Marino Gemma - Maralal – Kenya   Maggio 1999
 
106) "Io ho conosciuto la splendida adolescente di cui in tanti si sono occupati e continuano ad interessarsi, attratti soprattutto dalla sua spiritualità.
Quotidiani, riviste, biografi, mezzi di comunicazione sociale hanno parlato ampiamente di lei, della sua vita, dei suoi sentimenti, degli ideali e perfino della sua saggezza.
Sono stati pubblicati bellissimi libri che tracciano, in modo essenziale e accattivante il profilo umano e spirituale di una fanciulla come tante, ma con una vocazione straordinaria: l'amore per la vita, una vita che non ci appartiene perché è di Dio.  Sto leggendo più che con curiosità, con passione ed edificazione spirituale quello che è stato scritto sul conto di Paola: la biografia, le testimonianze dei genitori, degli insegnanti, degli amici, dei compagni di classe. Quello che, però, merita una particolare attenzione è il suo pensiero, i frammenti, le poesie da cui traspare un animo nobile, profondità e ricchezza spirituale sorprendenti.  E tale tesoro, purtroppo, rimane ancora nascosto!
Sembra incredibile che una adolescente di 15 anni sia stata capace di scrivere con la sua vita una bellissima pagina di storia, consegnata a questa comunità con generosità e passione. E la lettura di questa pagina scritta con i caratteri della sofferenza e della morte, ha commosso anche Papa Giovanni Paolo II...   Ho letto tutto quello che ho avuto tra le mani, con trasporto, cogliendo di Paola l'amore per la vita, vissuta con realtà, gioia vera e un po' di poesia che rivela sensibilità e delicatezza d'animo. Ho colto l'alto valore dell'amicizia, il meraviglioso rapporto con i genitori, la generosità, l'impegno giorno per giorno ad "abitare negli altri".
Con discrezione e in silenzio, Paola, a 15 anni, aveva ben compreso che la vita è meravigliosa perché dono di Dio e nello stesso tempo dono per gli altri.
Ricordarla, oggi, vuol dire indicare ai giovani e agli adolescenti del nostro tempo, spesso scontenti e vuoti, un modello di virtù autentica, vissuta in pienezza.
Anche una adolescente può essere afferrata da Cristo e realizzare pienamente la sua missione, anche con il sacrificio della vita.  I giovani spesso sono disorientati, smarriti e, se si propongono loro itinerari di fede, pensano che li si voglia strappare alla libertà o che li si voglia condurre fuori del mondo.
Paola insegna che essere santi vuol dire essere cristiani veri, vivendo bene la propria vita quotidiana, con fedeltà a Dio, alla vita, alla famiglia, al mondo, agli amici.
Leggendo i cenni biografici di Paola è evidente la sua versatilità per il gioco, la musica, lo sport, l'amicizia, le letture: tutto vissuto con lo stesso cuore di Dio.
Il ricordo della sua morte può trasformarsi in inno alla vita, con la speranza che i nostri giovani di Taranto, come è accaduto per tanti giovani di tutta Italia che scrivono ai genitori di Paola, riscoprano il gusto per la vita, l'amore per Dio e per tutto ciò che la diletta figlia di questa comunità ha insegnato nel breve, ma intenso tratto della sua vita, così come lo sta insegnando a me. Anch'io incomincio a sentire l'eco del suo saluto: "Ciao, gente... sono Paola." 
Mons. Alessandro  Greco - Taranto 28.06.1998
 
107) "Paola era ragazza piena di vitalità, alunna del Liceo artistico "Lisippo" di Taranto, amica di tanti amici e amiche, allegra e aperta, sport, chitarra, scuola, vita di fede. Lasciò scritto in un suo quadernetto "Chi crede in Dio ha il mondo in pugno". Basta questo "atto di fede" espresso nella suggestiva freschezza dell'adolescenza per scegliere Paola come compagna di viaggio in un tempo in cui molti adolescenti credono di possedere "il mondo in pugno" ricorrendo non all'amicizia gioiosa di Dio ma alla frenesia dei miti della cultura giovanile di oggi.
Paola Adamo in realtà non ha fatto, né poteva farlo nel breve spazio mattutino della sua esistenza, cose straordinarie, gesti eclatanti. E' stata l'adolescenza della vita feriale: catechismo, prima Comunione, Cresima. Non era né musona, né appartata, non era né tutta chiesa né tutta casa. Era una ragazza normalissima.
Il segreto della sua personalità era uno solo: si era messo al suo fianco un Amico straordinario, bellissimo, efficacissimo, Consigliere e Fuoco; lo Spirito Santo!
Paola ha respirato la fede fin dall'inizio della sua storia di vita. Ha respirato la gioia della fede, la centralità dell'esperienza di Dio nella vita della famiglia, nel cammino delle persone. Accanto ai genitori la presenza della parrocchia, quella di San Giovanni Bosco, in Taranto, la parrocchia dei Salesiani,  con Don Giuseppe Schiavarelli.
Don Schiavarelli e la sua comunità sono stati per Paola il "grembo" materno della Chiesa. Le hanno permesso la gioia dei sacramenti, l'esperienza della fede.
Eccola adunque Paola Adamo, i genitori, la parrocchia, la scuola. Il triangolo educativo ideale per ogni ragazzo. Lei, vestita dalla grazia, lo ha esaltato al massimo. Lei lo indica ai nostri ragazzi come il canale privilegiato per crescere e aprirsi alla vita.
Non so, solo Dio lo sa, se Paola Adamo può essere un modello universale di risposta semplice come acqua di sorgente al Signore. Una cosa riesco a intuire: che il cammino di Paola può "funzionare" oggi, per tanti genitori, per tante realtà scolastiche, può essere un appello alle nostre parrocchie.
In fondo non è importante il "processo canonico" sulla eroicità delle virtù della piccola Paola (questa è operazione di discernimento " coram Domino", assai delicato e assai complesso: (la testimonianza cristiana è come una vena d'acqua che nessun tappo quando scorre può fermare). E' assai più importate modellare la vita giovanile, quella dei nostri ragazzi, quelli che abitano a Taranto, a Martina Franca, a Grottaglie, a Cisternino, a Sondrio, sul "triangolo" di Paola.
In questo senso la giovane Adamo, tornata anzitempo nella Casa dopo una piacevolissima passeggiata terrena, ha lo splendore del fruscio degli angeli, la leggera bellezza della carezza divina.
Paola è creatura cui affidare, viva come è nella festa senza fine, i nostri cammini di amore e di responsabilità, accanto ai nostri adolescenti. Il "tesoro" di Paola, questo solo va proposto agli adolescenti disincantati e spesso stanchi: la narrazione evangelica di Paola, questa sola può interessare e incuriosire, oggi.                                                      
Mons. Francesco Semeraro -  Martina Franca (TA), 24.06.2003
 
108) "La storia di Paola è facile da narrare. Una ragazza cui sorrideva la vita e che ha fatto sorridere la vita. S’è affacciata: "Ciao gente! Ciao a tutti!" ha gridato, poi è ripartita a 15 anni. Lasciando nel cuore di quanti l'hanno conosciuta una struggente nostalgia di bontà.
Fiore delle cime, il suo profumo continua ad espandersi raggiungendo luoghi impensabili...  il Kenya, l'Uganda, la Tanzania, il Brasile, il Giappone... I tristi ricordi si scordano, i ricordi deliziosi non muoiono mai e conquistano sempre più spazi".   
Giancarlo Manieri – Bollettino Salesiano  Maggio 1999
 
109) "Vi ringrazio dell'apprezzamento per quanto ho scritto sulla vostra meravigliosa figliola. 
Ma la colpa è proprio sua, di Paola, la cui vita sembra possedere un "magnete" nascosto che irresistibilmente attira e crea serenità, suscita simpatia e volontà di imitazione.  
Mi auguro che il suo processo "proceda" spedito verso la meta; ne sarò felice perché avrò da presentare alle giovanissime generazioni di teenager una loro coetanea che ha saputo capire che cosa significhi vivere ad alta quota l'età in cui sembra che più nessuno sappia volare..."
 Giancarlo Manieri -  Roma   02.11.2004 

 
110) "C'è chi mette in dubbio che si possa essere santi a questa età, noi invece crediamo che le grandi scelte inizino precisamente in questa stagione della vita: il tempo dei boccioli. Lo pensava anche Don Bosco; è precisamente questa la preventività.   Quanti l'hanno conosciuta sono rimasti conquistati dalla sua spontaneità, dal suo amore alla vita e alle cose belle.  Una ragazza straordinariamente normale,  con le sue gioie e le sue croci, con i suoi sogni e le sue delusioni. Paola è un modello affascinante per la santità vissuta nel quotidiano: a casa, in chiesa, a scuola, con gli amici.   Gli ambienti dove trascorreva la sua giornata sono stati illuminati dalla sua presenza e sono diventati luoghi di crescita umana e spirituale dove si è sentita amata ed ha imparato ad amare, dove ha fatto scelte coraggiose, mettendo Gesù al centro, dove ha capito che la vita è grazia e va vissuta come grazia. Sprizzava tenerezza per i genitori ed era felice di suonare la chitarra e cantare per loro, di voler bene alle sue compagne, anche a quelle che mostravano un po’ di malevolenza verso di lei. Diceva: "Se Dio è la sorgente di tutte le cose,  solo Lui ci potrà fare realmente felici!". Morì a 15 anni, il 28 giugno del 1978, stroncata da un'epatite virale. Poco tempo le bastò per capire quello che canta il salmista: "Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”. Nella sua cameretta c'era una biografia di Don Bosco: ne leggeva qualche pagina la sera. Chi è, dunque Paola? Una ragazza di oggi, con la santità di oggi, fatta di doveri verso Dio e gli altri, di donazione serena ma cosciente, di amore per i genitori. Non ha fatto miracoli né atti eroici, ma ha compiuto fino in fondo il suo dovere,  per amore e con amore".
Don Pascual Chàvez, Rettor Maggiore dei Salesiani - BS Gennaio 2004
 
111) "E' sorprendente che su di una ragazza che ha vissuto soltanto 15 anni, sia stato possibile scrivere un libro che non è neppure una biografia in senso stretto. Più sorprendente ancora è che il libro non narri episodi clamorosi, ma racconti semplicemente alcuni momenti della fugace esistenza di una ragazza "tanto normale da far tenerezza", come scrive l'autore Giuseppe Costa.
La stessa morte di Paola Adamo - questo il suo nome, anche se tutti la chiamavano Polly - non ha nulla di straordinario, salvo, naturalmente, la precocità della fine. E' stata stroncata, nel giugno del 1978, da una epatite virale, in un ospedale di Napoli sua città natale, anche se quei quindici brevi anni li aveva trascorsi a Taranto. Nessuna pretesa, da parte dell'autore, di mettere Paola su di un altarino, e neppure di farne un "modello", tanto meno un'eroina.  Eppure, non ostante tanta "normalità", queste pagine trasmettono una sensazione insolita. E' come se, nell'apprendere da essa della morte di Paola, si fosse aperto, a posteriori, attorno a noi, un vuoto molto più grande che può lasciare una quindicenne "normale" e a noi fino a ieri del tutto sconosciuta. Perché accade questo? Si può azzardare un'ipotesi, la più semplice, e cioé che anche la breve vita di una adolescente può trasformarsi in una testimonianza densa di valori e di promesse. La gioia di vivere di Paola, il rapporto d'amore con i genitori, la sensibilità artistica, la profonda religiosità che faceva del cristianesimo una pratica di vita, sono i connotati di quella testimonianza assieme ad una costante disponibilità al dialogo. La morte immatura li ha evidenziati e li ha imposti, come afferma nella prefazione lo psicologo Severino De Pieri dell'Università Cattolica alla meditazione degli adulti, spesso troppo distratti per poterli cogliere in altri ragazzi come Paola, che ci camminano accanto tutti i giorni".
Gaetano Nanetti"AVVENIRE". 10.01.1987
 
112) "La testimonianza che Paola rende attraverso i suoi scritti e i suoi comportamenti non ha nulla di eccezionale, rientra nella norma. Ma il valore della testimonianza sta proprio qui. E' una preadolescente che parla ad altre preadolescenti, dei suoi genitori, dei compagni di classe, degli amici. E' un discorso che si allarga a genitori e educatori, per far loro comprendere che quello scorcio di età è denso di sensazioni, di vitalità, di indirizzi in tutti i campi, da quello religioso a quello dell'apprendimento.
C'è un dato che corre lungo la breve esistenza di Paola Adamo: il dialogo con tutti, con i genitori, con gli amici e anche con se stessa, in una forte tensione a conoscersi meglio. Attraverso il libro di Costa, Paola ci dice che a morire a 15 anni non vuol dire non avere intensamente vissuto."
Gaetano Nanetti - "OSSERVATORE ROMANO".  21.01. 1987
 
113) "Leggendo la vita di Paola Adamo si resta sbalorditi e quasi un poco interdetti perché sembra fatta per smentire un mare di luoghi comuni.  Le pagine di questa breve e avvincente biografia (G. Costa, La chiamavamo polly, vivere quindici anni-  Edizioni Paoline, Milano 1986) documentano che ai nostri giorni è ancora possibile vivere l'adolescenza la stagione più bella e difficile della vita - in pienezza di umanità e in sintonia con la visione cristiana dell'esistenza.  Allo stupore, fa seguito una più pacata riflessione. La breve, ma intensa, vicenda umana di Paola appare certamente un dono di grazia, ma nel contempo anche il risultato di una felice integrazione tra la sua personalità in crescita e la  eccezionale capacità educativa dei suoi genitori"                                            
Severino De Pieri, Prefazione, pg. 5
 
114) "Paola era una privilegiata creatura nel mondo d'oggi. Non una esistenza, ma una vita di adolescente esemplare fra adolescenti. Il suo comportamento edificante: con Dio"Se credi in Dio hai il mondo in pugno, la speranza di non rimanere senza il bene maggiore, Dio";
con i suoi genitori: "Penso a come sarei senza dite, Papà" - "Una mamma è come il mare";
con le coetanee: "Paola per me è stata una vera amica".
Di essa, scomparsa quasi d'improvviso, inaspettatamente, il 28 giugno 1978, ha scritto il caro e valente scrittore Don Adolfo L'Arco, salesiano  (Una meteora viva – Paola Adamo).
E' un libro che si legge con grande edificazione, perché Paola emerge in tutta la sua limpida e, per la sua età, già grande personalità; si legge con gioia, perché Don L'Arco ha saputo cogliere la dimensione più esaltante di Paola. L'Editrice Dehoniana per questo ha accettato di pubblicare questa storia di una adolescente, presentando l'avventura umana e cristiana, vissuta in grazia e letizia, di Paola Adamo".
Mons. Guglielmo Motolese, Arcivescovo di Taranto   08.09.1980
 
115) "Un altro delicato fiore ingentilisce il giardino: alla già vasta bibliografia su Paola Adamo, arricchita da firme prestigiose e diffusa ormai nelle principali lingue europee, si aggiunge questo saggio di Rosa Sinisi. L'autrice immette nelle pagine vergate, con la sapienza che solo l'amore ispira, la sua sensibilità di donna, di educatrice e di cooperatrice salesiana.
Il genius femminile le consente di cogliere, con tocchi materni, i frutti misteriosi turgidi di umanità maturati nella breve esistenza di Paola: la tenerezza di un cuore innamorato dei suoi genitori, la trasparenza della sua purezza, la forza della coerenza, l'intima gioia della pratica del dovere quotidiano.
Scorrendo le pagine di Rosa Sinisi, ci accorgiamo che ella,  da convinta credente, unifica l'esperienza di fede e di vita di Paola attorno ai due poli strutturali dell'antropologia teologica: Grazia e natura.
In feconda sinergia i doni divini, docilmente accolti, e l'impegno della libertà umana, costantemente profuso, generano pienezza di umanità, plasmano originali modelli di santità..."
Roberto Spataro - Presentazione di “Paola - Una meravigliosa storia d'Amore” di Rosa Sinisi 
(A cura dell' "(E)laboratorio Amici di Paola Adamo" - Taranto marzo 2000)
 
116) "Sono trascorsi venti anni... Noi siamo testimoni della fecondità di bene che si è prodigiosamente sviluppato attorno alla figura di Paola. Quello che - nella logica umana - doveva segnare l'inizio di un inverno gelido, di dolore, di silenzio, di morte, esplodeva in una prorompente primavera ("Una primavera chiamata Paola" è il titolo felice dell'agile volumetto di Don Franco Solarino ), che preannunziava i frutti maturi dell'estate che lo Spirito suscitava nella Chiesa.  Stupefatti, quasi increduli, noi oggi vediamo Paola avviata verso traguardi che travalicano ogni calcolo umano.   "Paola dal cielo - scriveva Don Giuseppe Schiavarelli il 24 Ottobre 1982 nella Prolusione di un concorso su Paola organizzato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice dell'Ispettoria Meridionale d'Italia - torna a dialogare non con poche persone, ma con centinaia e migliaia di giovani soprattutto. E' questa una stupenda realtà in ogni parte d'Italia e del mondo".  
La biografia di Paola è stata tradotta in portoghese per l'immenso e sterminato Brasile, come pure in inglese per le popolazioni africane di Tanzania, Uganda e Kenya. Non è solo una realtà editoriale, ma la presentazione di un modello di vita autenticamente vissuta in pienezza, che può ritenersi “la risposta concreta ed efficace che i giovani attendono per ridare alla loro vita il giusto senso di un grande dono e ritrovare quei valori che la rendono tale”.
Don Gaetano D’Andola -   Taranto   28.06.1998 
 
117) "Paola è un dono di Dio per la nostra Arcidiocesi e la sua vita, breve ma intensa, di fede matura e provata in una fedeltà radicale, pur nella sua giovane età, testimonia a tutti che i santi non sono diversi da noi. I santi sono stati uomini e donne come noi. Paola dice ai giovani che lei è stata una ragazza comune come loro, che ha lottato come loro, che é stata tentata come loro, ma ha vinto...
Per i giovani è un modello da "guardare per risvegliare in loro il desiderio di vivere vicino a Dio". (Benedetto XVI) "Chi crede in Dio ha il mondo in pugno" è il motto di Paola, e questo è il suo segreto. Per questo esorta i giovani: coraggio, per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. E' necessario solo ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d'animo di fronte alle difficoltà. Dai suoi scritti e dal ricordo di chi l'ha conosciuta emerge la sua umile e semplice esperienza di vita, cioè, che la santità esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché più che opera nostra è soprattutto dono di Dio. Con Lui l'impossibile diventa possibile".
Sr. Giuseppina Presta, Abbadessa O.S.C. - Grottaglie (TA)  17.11.2007
 
118) "Paola, giovane del nostro tempo, dotata di fede incrollabile, non si sgomenta d'essere contro corrente e per questo derisa dalle compagne che al suo apparire, parlando di sconcezze e licenziosamente, con sarcasmo dicevano: "Tacete c'è Polly"; anzi dinnanzi all'ostilità di tutta la classe, continuava a trattare quelle compagne come se fossero tutte sorelle sue e tutte come lei. Il suo intento era quello di realizzare nella classe, nella scuola, nei gruppi di appartenenza, il clima domestico e familiare.   Apostola del dialogo e dell'amicizia, ancora oggi, e non solo dalle sue ex compagne, viene ricordata e letta come modello, amica, angelo, esempio, riferimento, lume, luce, custode e tutti quelli che le si rivolgono, la sentono sempre attenta e operosa".
F. D. S. Taranto  05.05.1997 
 
119) "Molto mi ha colpito la sua viva fede in Dio, il suo ardente amore per Gesù, il suo attaccamento a Maria, la sua disponibilità gioiosa verso il prossimo, la compassione verso i poveri, la capacità di perdono nei contrasti con quelle compagne di scuola che la sbeffeggiavano, la isolavano perché cristiana senza remore, senza titubanze, fiera della sua fede...   Dalla lettura di tutto quanto, appare chiaro che era un giglio intatto e fragrante e, forse, appunto per quella sua limpidezza d'anima e di corpo, sprizzava gioia di vivere: una gioia comunicativa che sollevava gli animi, una fratellanza che si espandeva anche nei casuali incontri, avendo sempre, direi, davanti agli occhi quel "Mihi vivere Christus est" di S. Paolo di cui impressiona, alla sua età, la sua devozione e di cui aveva desiderato per regalo alla promozione in 3" Liceo, le sue Lettere!
Penso che una vita così, giovane e gioiosa e affascinante, "innamorata di Dio" giustamente definita "Gioiosa improvvisata di Dio", specie in questo tempo che la gioventù è disastrata, sia" una vita santa", per la quale ogni giorno presento nella preghiera al Signore la domanda per il riconoscimento delle sue virtù eroiche quale "Modello raggiungibile della nostra società".
 Padre Marino Gemma.   - Wamba – Kenya  13.08.1997
 
120) "Sono fermamente convinta che la testimonianza di Paola Adamo è una testimonianza di vita forte, autentica, viva, attuale, molto vicina ai giovani di oggi.  
Ho letto a suo tempo il libro: "Ciao gente.. sono Paola" e sono rimasta fortemente attratta, colpita, stupita della SPIRITUALITA' PAOLINA di quella cara ragazza, che mi è apparsa subito un "gigante" nelle vie dell'Amore, della Semplicità, dell'Altruismo, della Generosità, della Preghiera; un'autentica cristiana "non bigotta", una vera AMICA di Gesù, senza paura di dimostrarlo nella sua vita quotidiana gioiosa, serena, aperta alla vita, al mondo, con mille progetti per il futuro!
Ciò mi ha convinta ancora di più della importanza di una EDUCAZIONE FAMILIARE integrale, completa, armoniosa, come quella che ha ricevuto Paola nella sua bella famiglia.
Colpita dalla statura morale e spirituale di Paola, ho voluto proporre ai miei alunni un lavoro di gruppo. I ragazzi hanno accolto con entusiasmo la proposta e si sono impegnati in una lettura seria, profonda, genuina e critica.  
Dico sinceramente che mi hanno stupito e riempito di gioia le riflessioni che essi hanno dedotto e le lettere che hanno scritto ai genitori di Paola su Paola: i giovani la sentono vicina, la vedono come modello non lontano, ma a loro accessibile; la pregano, la considerano un punto di riferimento sicuro, una luce fra le tante tenebre di questo mondo...
Mi sono chiesto, allora, perché proprio lei e non altre; perché hanno colto subito, questi giovani, la sua spiritualità come, ad esempio, il suo rapporto con il Signore, con la famiglia, con gli amici...  Mi sono resa conto maggiormente ed ho toccato con mano che i giovani hanno bisogno di modelli autentici, semplici, che parlino al loro cuore, che siano imitabili...   
Paola parla ai giovani di oggi; è viva e operante, accanto a loro e penso che bisogna cogliere l'occasione per mantenere vive queste fiamme d'Amore di Dio se vogliamo salvare i nostri cari giovani dall'edonismo, dal materialismo, dalla devianza e dalla trasgressione facile e sistematica, dai "falsi maestri che vendono fumo e li travolgono senza remissione!" Offriamo ai nostri giovani dei MODELLI, delle speranze, delle certezze. PAOLA è questo: ne ho fatto e ne faccio l'esperienza - lo ripeto - in mezzo ai miei ragazzi. 
Ho visto, con discrezione, alcuni giovani "trasformarsi", essere più sereni, prendere decisioni serie e sane da quando si rivolgono a Paola come amica e sorella più grande, ma che ha vissuto gli stessi problemi, le stesse ansie, le stesse gioie..."
Sr. Rina Dellabartola    Rimini   28.04. 1997
 
 
121) "Con la presente sento il bisogno di ringraziare la santa Chiesa di Taranto dal cui seno è sbocciato e dalla cui fede e amore per Cristo è stato nutrito quel fiore delicato e fragrante che risponde al nome di Paola Adamo. Domenica scorsa nella chiesa di cui sono Rettore in una località di villeggiatura, un pubblico numeroso e partecipe, per oltre un'ora si è interessato alla vita semplice e ordinaria (ma proprio per questo straordinaria e bellissima) di questa adolescente cristiana dei nostri tempi, che affermava con convinzione: "Chi crede in Dio, ha il mondo in pugno".    Posso affermare in coscienza di aver riscontrato frutti spirituali sia fra adulti che fra giovani.  Quanto bisogno ha la nostra gioventù di modelli di tal fatta!  Un giorno la Chiesa la porrà sul candelabro per illuminare ancora più lontano?
Don Antonio De Stradis -Oria (BR)  25.07.2006
 
122) "Chi crede in Dio ha il mondo in pugno", scrisse. Aveva nove anni. Deve essere un'età cruciale per i giovani. Anche Domenico Savio cominciò a nove anni con una frase che gli plasmò la vita. E anche Don Bosco a nove anni ebbe quel sogno...   Dio Paola non l'ha mai tradito, forse proprio per questo Lui l'ha chiamata presto, quasi avesse fretta di averla vicina. Tanto non aveva più nulla da imparare sulla terra,  era sbocciata del tutto.
Con le amiche che invitava sull'ampio terrazzo dell'undicesimo piano del palazzo dove abitava, discorreva non di cose futili, di svaghi o di amori: "Se Dio è la sorgente di tutte le cose, solo Lui ci potrà fare davvero felici, non il denaro, il potere, il piacere". Difficile capirla con queste idee da alieni! Le amiche pur senza comprenderla fino in fondo intuivano qualcosa di grande"
 Giancarlo Manieri – 1999  BS Maggio
 
123) "Paola Adamo si impone alla nostra attenzione quale esempio di come un'educazione cristiana e la grazia di Dio possono far sbocciare in una famiglia un fiore che certo odora di Paradiso.  Non è santo chi fa cose grandi, ma chi fa qualunque cosa con amore, perché l'amore di Dio fa grande ogni azione umana: il dare un bicchiere d'acqua all'assetato, come l'asciugare una lacrima a un bambino; e Paola assicura di avere appreso ciò da sua madre: "Mamma diceva che per me non ha mai fatto sacrifici, ma solo atti di amore". E così ha imparato ad amare, e ha voluto bene al prossimo come tanti fanno.  Ha sopportato ingiurie e ingiustizie come succede a molti, ma non ha avuto rancore con nessuno e ha sempre perdonato come non è facile succeda. Anche lei ha avuto momenti di esasperazione e ha litigato con qualche amica, anche per futili motivi, ma riconosceva la sua colpa e domandava umilmente scusa.
Sentiva la presenza di Dio, Lo pregava con fervore, senza ostentazione ma anche senza vergogna del giudizio umano. Amava tutto ciò che di bello c'è nel mondo e l'arte che ne è l'espressione. Per questo ha scelto il Liceo Artistico, come scelta programmatica non casuale, perché il suo unico sogno era diventare architetto come i suoi genitori. Ma non è comune la motivazione di questa scelta perché, diceva, la professione dell'architetto non cerca solo il proprio compiacimento ma è indirizzata al bene del prossimo.
L'eccezionalità di questa giovane sta in questo: era intelligente e non ne insuperbiva, era bella e non fu vanitosa, era religiosa ma non bigotta, era forte e non cessò di essere amabile, era estroversa e scherzosa ma non ammetteva mai indelicatezze e indecorosità".
Don Angelo Malagoli -  Roma - Radio Don Bosco   1980
 
124) “La vita meravigliosa di Paola fa pensare anche ad un albero che, nello stesso tempo, porta fiori e frutti: mentre spunta l'uno, l'altro matura.
Lei aveva la gioia spensierata della bambina che scopre le bellezze del creato nella luce dell'innocenza e sentiva ad un tempo il peso dei problemi che l'umanità avverte su scala planetaria. 
Nella stessa ora perciò poteva apparire bambina ignara e filosofessa angosciata. 
Le riusciva perciò difficile e doloroso tuffarsi nella corrente del conformismo. Gli scritti di questa adolescente spesso rivelano una compresenza che chiamerei di due anime: l'anima della bambina poetessa e l'anima del filosofo impegnato. Nelle preghiere di questa bambina respira l'umanità intera, e lei, elevandosi, solleva tutto il pianeta verso Gesù.  
Questa creatura meravigliosa possiede l'arte di esprimere la sapienza cristiana in un umorismo soavemente umano. Nel suo stile il lirismo e l'umorismo si fondono come due motivi in una sinfonia... "
Don Adolfo L’Arco -  Giugno 1979
 
 
125) "Ecco Paola: un frutto di Amore e di grazia. Una unione di natura e di grazia armoniosamente collegate e armoniosamente sviluppate, ciascuna nella propria direzione. L'uomo, verso l'umanità più completa. La grazia verso l'espressione più genuina.  
Per cui si può avere, a 14 anni e anche a 12, una personcina che ragiona come una di 18 e che vive la sua integrità fisica e spirituale con una totalità e una sincerità e una serietà d'una persona adulta.
Per cui Paola risulta una creatura limpida, serena, schietta, libera, seria. 
Non ha paura e non teme, sa difendersi e si difende, sa camminare a testa alta e sa abbracciare il mondo. 
E' una persona "libera". Libera da condizionamenti, da compromessi, da atteggiamenti ambigui.  
Si comporta con lealtà e libertà come i veri figli di Dio...
Rosa Sinisi - Venosa (PZ) - 12.06.1999
 
126) "Ringraziamo Dio che si serve di creature per manifestare la sua grandezza; ma ringraziamo anche quelle creature che, con forza di volontà, coerenza e fortezza d'animo, seguono e vivono quei principi umani e cristiani che fanno di loro un capolavoro.  Non credo debbano fare cose speciali, atti speciali, miracoli, atti sorprendenti i Santi. Credo debbano solo compiere, con umiltà e fervore, silenzio e gioia interiore, amore ed entusiasmo, gli atti comuni, i comuni doveri, le quotidiane azioni di una vita comune, ordinaria.  Se di straordinario si può parlare, quello riguarda il modo, la costanza, la perseveranza, il volerlo ad ogni costo, la fedeltà al dovere sia umano che spirituale, sia terreno che di vita eterna.  E questo, Paola, credo l'abbia realizzato, vivendo appunto con un entusiasmo, con una gioia e con una fedeltà così totale da far sembrare cieco "persino il padre" quando, alla vigilia della malattia, "impone" alla figlia ad andare a scuola.    Una figura così obbediente, così amante della vita, così aperta al mondo, così ricca di grazia, credo meriti un riconoscimento, e credo soprattutto meriti di essere additata come modello a tanti ragazzi e giovani che oggi non sanno come vivere la vita, non sanno come gestirla, come orientarla, che fine dare, che consistenza dare.
Una ragazza di 14 anni come Paola, credo possa insegnare a tanti giovani d'oggi che vivere non è facile ma è bello, che il sacrificio costa ma la coerenza vale di più, che la vita e la famiglia valgono molto di più di un pizzico di droga o di un giro in discoteca, dove pure ci si diverte, ma dove anche si disperde il senso della vita e della famiglia unita".
Rosa  Sinisi - Venosa (PZ) - 12.06.1999
 
127) “Paola, che ricordo con amore, si è già presentata da me, tanti giorni fa. L'ho conosciuta quando io avevo 15 anni, per Suor Vicky che mi aveva dato il libro per leggerlo e io, mentre tutto era difficile, per il tempo che trascorrevo tra la scuola e la casa, ho letto solo un po' di quel libro, ma, prima di restituirlo a lei, ho cercato in Internet "Chi è Paola" e ho trovato tante cose belle, che veramente parlano solo di amore.  Io non sapevo prima che pensare per ricevere quel libro a 15 anni, la stessa età vissuta da Paola. 
Suor Vicky veramente portava con sé un messaggio per me. Paola ha una grande passione per la poesia, anche a me piace scrivere quello che ho sentito e che sento, scrivere sui miei amici, sui miei genitori, solo sensazioni che ho sperimentato per ogni persona... Paola ha una cosa speciale per me, chissà anche per tanti giovani, ma io lo sento oggi. Se io posso far conoscere alle mie amiche chi è lei, lo farò. Per ora ho parlato con una ragazza di 15 anni, ma questa amica non parla italiano, però adesso esistono alcune pagine web in lingua spagnola che parlano di Paola.  Anche qui c'è un libro chiamato "Frutos de una decision" (Frutti di una decisione). E questo libro parla in modo speciale della piccola Laura e di Domenico Savio, quei due bei personaggi nati dal sistema preventivo di Don Bosco che iniziano una schiera di giovani che hanno deciso di essere sempre allegri per essere santi. E vi si legge il nome di una ragazza chiamata PAOLA. Si parla dei suoi genitori che hanno costruito la chiesa di Taranto in Italia e di Paola che voleva essere architetto come loro. Lo sapete?  Leggere questo è come dire che PAOLA trova la sua ISPIRAZIONE in loro.  Per me, come giovane, posso dirlo senza paura, è ovvio che Paola sentisse che loro erano le persone delle quali poteva sempre fidarsi, persone nelle quali trovava il senso della sua vita perché erano la sua vita, persone da ammirare. Io amo i miei genitori, ma sento che devo vedere che sono tanto impegnati nel loro lavoro che amano tanto; anch'io volevo studiare in vista della medesima carriera. Non so se sono chiara, ma è una cosa che si sente, che è difficile a dirsi.
Grazie veramente per il bel messaggio; io mi presento con la mia personalità, come lo ha fatto Paola per me. Preghiamo insieme, perché quando uno sente che una ragazza può essere santa - perché io lo sento e lo so - si deve pregare molto, moltissimo. Si deve chiedere al Signore che faccia quello che solo Lui vuole fare"                                                                         
Gervasi Corina - LIMA (PERU’)  13. 0l. 2008 
 
128) "Con semplicità, ma al tempo stesso con chiarezza, gradualmente emergeva la personalità di questa ragazza: piuttosto tondeggiante il viso, un tipo, stile "pel di carota" quasi, se avesse avuto delle lentiggini rosse e gli occhi azzurri, e se da questi, che erano invece scuri, riflessivi e profondi, non trasparisse l'animo di chi sa guardarsi intelligentemente attorno e, rispondendo ad un perché dietro l'altro, si ritrova pienamente al suo posto. "Il sole - ha scritto Adolfo L'Arco a proposito di Paola Adamo - si diverte e accarezza quel volto dolce e forte. Gli occhi a mandorla, resi più profondi dalla ricchezza dei capelli, sono concentrati sulla contemplazione di bellezze di sogno. Quegli stessi occhi, che si muovono come una cinepresa sul cosmo e sulla vita, darebbero alla gentile fanciulla un'espressione troppo seria per la sua età, se l'ovale del viso non ne addolcisse i tratti, rivelando un'anima sensibile di artista e un carattere volitivo e deciso".
Fantasia, riflessività, capacità di dialogo: sono i tre aspetti della preadolescenza di Paola che con il tempo si tradurranno in progetto di vita e nella scoperta dell'altro".
Giuseppe Costa, "La chiamavamo Polly" Edizioni Paoline Milano 1986 pg.31
 
129)  "Se guardiamo davvero con attenzione questa ragazza, si è data fino in fondo pur di aiutare coloro che erano nella necessità. Allora, puoi mancare di beni da dare ad una persona, ma si può dare se stessi, sacrificarsi per servire gli altri. Paola era davvero giovane e, nonostante ciò, era già evidente il suo modo affabile, buono di rapportarsi con i suoi compagni a scuola, con i suoi genitori, segno evidente che la bambina era prediletta da Dio... 
Allora, nonostante la giovane età, se Dio ti predilige, è necessario che il tuo comportamento, le tue azioni siano in consonanza con quelle di Dio.  Come giovani dovremmo ricordare il buon esempio di Paola e avremo successo nelle nostre attività giornaliere e nella nostra vita. Non importa quanto siamo giovani; Dio non guarda la nostra giovinezza o vecchiaia se lo serviamo. Noi troviamo realmente un buon esempio nel libro, non ricordo in quale capitolo, ma Dio chiama Geremia che era ancora molto giovane ed egli apprezzò la chiamata di Dio. Possiamo anche vedere l'esempio del giovane Davide. Fu prescelto tra i suoi fratelli più grandi, ed egli era il più giovane.  E' necessario servire Dio e Dio vuole che la nostra vita sia al servizio degli altri e della Chiesa intera. Dunque, ringrazio di aver letto questo libro, perché racchiude in sé la vocazione di servire Dio..."
Naomi Njeri  - Maralal (Kenya)  Ottobre 1999
 
130) "E' stato bello l'impatto con Paola Adamo. Lei ha messo in pratica ogni regola e richiesta dei suoi genitori e insegnanti ed ha vissuto una luminosa vita di santità".
Pauline Lenemi   - Maralal (Kenya) 00.10.1999
 
131) “Ella è pura nel campo spirituale della sua vita. Ed io con la mia spiritualità come cristiano, posso perdonare coloro che mi hanno offeso e pregare per loro, perché ogni cosa è possibile a Dio. (Paola) ha amato tutti e prega per i poveri. Io, se fosse possibile, vorrei amare gli altri come amo me e pregare per coloro che sono poveri nella loro vita spirituale".
 Sislah lzmabian - Maralal (Kenya)   Ottobre 1999
 
132) "O Dio, Tu sei il mio Dio". Questo è il modo che Gesù vuole che seguiamo nella nostra vita. Egli vuole che siamo i nuovi cristiani nella nostra vita, anche se siamo peccatori “Se io credo in Dio, io sarò dalla sua parte”.  Ora, se io credo in Lui, tutti i peccati saranno lavati. Io sapevo che Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo verranno a prendere dimora nella nostra anima. La felicità che viene da Gesù sta realmente ritornando qui di nuovo.  Egli vivrà in me. Gesù, io credo in te, io spero che mi porterai in Paradiso. Io ho te, e voglio che tu stia in me.
La piccola Paola incominciò a pregare nella Messa e subito, nella calma della notte, tre cuori amanti (Claudio, Lucia e Paola) di nuovo adorano il piccolo Figlio di Dio, il dolce Salvatore".
Hellen Lokoshil ‑ Maralal (Kenya)  Ottobre 1999
 
133) "Con piacere vi dico che Paola è arrivata in Africa. Mi sono commossa davanti a questa ragazza che in una breve vita ha vissuto in tanta pienezza! Ho letto "PAOLA ADAMO qui e al di là del sole" di Suor M. Domenica Grassiano. Ho ringraziato il Signore per questa brava ragazza, ho pianto con il papà Claudio e con mamma Lucia. Ho potuto immaginare il misto di dolore, di tristezza e di gioia allo stesso tempo, perché Paola non c'è, ma è presente con voi e in voi.  Non so se mi spiego con il mio italiano tradotto mentalmente dal brasiliano. Il nostro centro è per i ragazzi, ma l'esempio di Paola non è solo per le ragazze, vero? I ragazzi hanno bisogno di esempi di “donna forte” per essere spinti al bene e al bello...  per la vita in pienezza, e Paola c'insegna e ci spinge. Grazie per il dono di Paola al mondo. Ora in cielo un angelo ci protegge".
Suor Isoleta do Nascimento - Maputo (Mozambico) 14.07.1999
 
134) “Paola mi ha toccato il più profondo del cuore per la sua testimonianza di fede, addirittura, al di là della sua età. E Paola è diventata per me un Angelo Custode, con una presenza così forte, da farmi rivolgere a lei come ad una persona che mi sta proprio vicina e viva. Parlo con lei con la naturalità di chi mi sta vicina e mi sente e mi risponde".
Suor Isoleta do Nascimento ‑ Luanda (Angola)  30.03.2001
 
135) "Anche qui in Angola Paola ha mostrato la sua protezione. E' da più di dieci anni che le suore invano cercano un terreno o una casa per essere la sede dell'Ispettoria. Nei miei dialoghi con Paola ho detto all'inizio del mio lavoro come Delegata dell'Ispettrice,  qui, in Angola: "Paola, pensaci tu".
 Quattro mesi dopo, non solo ho trovato un terreno, ma una piccola scuola tutta rovinata per il vandalismo della popolazione.   Era un'opportunità da non perdere, perché non solo possiamo restaurare le aule che serviranno non per la scuola ma per un piccolo Centro di Promozione Umana e Sociale per le giovani donne. Inoltre avremo anche un bel pezzo di terra per costruire la nostra casa".
Suor Isoleta do Nascimento  ‑ Luanda (Angola)  19.08.2000
 
136) Non so come scrivere su Paola, perché in tutti i miei bisogni, anche quelli materiali, lei ha sempre la precedenza. Tutti i miei progetti, sempre in favore dei più poveri, li rimetto alla sua intercessione (fino a mettere alla fine del foglio IN/PA (con Paola).  E non solo nelle cose materiali, ma soprattutto in quelle spirituali perché l'amore che nutro per lei è immenso.
Il suo sguardo mi parla di dolcezza, di serenità e pace e così ritorno dolce, serena e in pace con me e con tutti quelli che stanno attorno a me e soprattutto per amare e lodare costantemente il Signore.
Lo sguardo di Paola ci porta inequivocabilmente a Dio. E' una protettrice in cielo e una compagna di cammino verso la santità a portata di mano per ciascuno, giovani o meno giovani... Potrei non finire mai di parlare di Paola, tanto mi è famigliare dialogare con lei".
Suor Isoleta do Nascimento 02.09.2000 ‑ Luanda (Angola)
 
137) "Paola continua a manifestarsi nel mio quotidiano. Abbiamo avuto l'esenzione di una tassa che sarebbe stata troppo alta. Non solo nelle cose materiali - che è importante - ma soprattutto spiritualmente mi sta molto vicina. Una mia nipote doveva affrontare un esame troppo difficile. Mi ha chiesto di pregare. 
L'ho affidata a Paola ed è riuscita benissimo e con una classificazione superiore.
Anche il nostro progetto di ricostruzione è stato approvato per una paste dalla "Propaganda Fide" così che fra poco possiamo cominciare a sistemare lo sgombro che deve diventare un bel Centro Sociale e di Promozione della giovane donna. In tutto questo ci sta Paola che intercede per noi".
Suor Isoleta do Nascimento 02.06.2001 - Luanda (Angola) 
 
138) “Non so se tutti hanno scoperto che lo sguardo di Paola ci accompagna. Possiamo girare da una parte all'altra che il suo sguardo sereno, forte, umile, sorridente ci accompagna e questo mi dà serenità, tranquillità...
E il suo motto "Se credi in Dio, hai il mondo in pugno" mi spinge di più a credere e ad amare senza limiti questo Dio d'amore. Un'altra frase che mi accompagna è questa: "Il difficile non esiste, l'impossibile richiede solo un po' di tempo". "Ancora una volta Paola non si lascia vincere in generosità. Un'impresa ha assunto la "riabilitazione" di quella scuola che facevo con le piccole offerte. Ho messo la richiesta l'anno scorso e come di solito con il P.A. (Paola Adamo) accanto al foglio.  Ieri sono stata chiamata dall'ingegnere di quell'impresa di petrolio per darmi questa consolante notizia. 
Qui vi è più petrolio che acqua potabile. Qui operano tante multinazionali per l'esplorazione del petrolio. L'impresa che ci ha offerto per aiutare - cento per cento - nella ricostruzione della scuola è un'impresa angolana di Petrolio, perciò un'impresa molto ricca. Anche se non si troverà il petrolio, abbiamo risolto tutti gli aspetti economici del Centro, perché loro faranno tutto, comprese le attrezzature. Dunque, l'impresa di petrolio sarà il pagatore di tutte le spese".
Suor Isoleta do Nascimento 15.08.2002 - Luanda (Angola)
 
 
139) “Io sto facendo conoscere Paola alla Suore perché voglio che il nostro Centro stia sulla sua protezione. Voglio che il Centro si chiami CENTRO SOCIALE E DI PROTEZIONE UMANA 'PAOLA ADAMO".
Suor Isoleta do Nascimento  31.03.2002 - Luanda (Angola)
 
140) "Leggere qualcosa di Paola è una cosa che non solo mi dà un gran piacere, ma soprattutto sento una pace interiore molto grande e mi fa pensare che la santità è possibile per ognuno.
E' la santità semplice. Quella del quotidiano. Ho un pensiero che dice: "Non sono le nostre azioni spettacolari che edificano il Regno, ma i piccoli gesti rivestiti della grazia di Dio!"
Infatti noi sentiamo molte volte che nella vita c'è poca opportunità di essere eroi.., martiri.., ma che il nostro quotidiano può essere segnalato per tanti piccoli gesti che possono rivestirlo di grandezza e far la felicità di quanti convivono con noi o che stanno a noi dattorno".
Suor Isoleta do Nascimento  28.12.2003 - Luanda (Angola)
 
141) "Mi farebbe un grandissimo piacere poter leggere i libri della vita di Paola. Qui, nell'Isola Maurizio non se ne trovano. Relativamente alla fotografia di Paola, posso dire che lei ha un viso d'angelo con la santità che le brilla negli occhi: Non vi sono dubbi! E' morta in odore di santità : è per questo che si manifesta a molti col profumo (inspiegabile) a ondate.  Nella vostra lettera voi mi dite che da molti anni lavorate per la sua Causa di beatificazione. Per quanto si riferisce a Paola, vi dico che siete sulla buona strada.  Aspettate con calma e avrete tutto ciò che desiderate .....
Jean Luc Lagamelle 19.02.1999 - isola Maurice
 
142) "C'è una cosa nella vostra lettera su Paola che mi ha colpito assai. Essa tutto ha fatto, tranne che il peccato. Per vivere a 15 anni e non peccare, questa è una cosa straordinaria. Questo vuol dire che Paola ha vissuto la sua vita terrestre sempre in stato di grazia. E' stata perciò un'anima privilegiata. Dire che in casa vostra c'era una santa, senza che voi lo sapevate, e voi, come architetti, avete fatto tutto perché la sua anima andasse direttamente in cielo. Spero che Paola dal cielo preghi lo stesso per voi..."
 Jean Luc Lagamelle 17. 06. 1999 - isola Maurice
 
143) "Si parla oggi di crisi delle agenzie educative tradizionali e di ricerca di nuovi metodi educativi. 
In ogni caso, è certo che l'attuale società ha bisogno di gente in grado di reggersi sulle proprie gambe e in grado di saper discernere quel rosso di sera, foriero di speranza, di cui parla il Vangelo, oppure l'erba buona dalla zizzania. Un'antica tradizione cinese suona così: "Possa tu vivere in tempi difficili!".  
Paola Adamo vive gli anni della sua maggiore consapevolezza proprio in tempi di rapidissimo cambiamento tecnologico e culturale: non li vive con la paura dei pavidi cresciuti ovattati né con il rimpianto dei vecchi precoci. Li affronta con un protagonismo critico che - non è difficile ipotizzarlo - avrebbe portato quella ragazzina ad assumere con disinvoltura e convinzione le sue responsabilità". 
                                    Giuseppe Costa, "La chiamavamo Polly" Edizioni Paoline Milano 1986 pg. 81
 
144) "Ma chi è questa Paola, quindici anni non compiuti, questa piccola grande protagonista su cui molto già si è scritto nei pochi anni che ci distanziano dalla sua morte? Chi è questa "meteora viva" - secondo la definizione di un suo impareggiabile biografo, Adolfo L'Arco - che, a giudicare di tante testimonianze, risulta oggi così eloquente per tanti suoi coetanei?
E' una figura eminentemente armonica, di quella armonia che appare quando natura e grazia riescono ad abbracciarsi: "possedeva - vi si legge - l'arte di dosare, calibrare, armonizzare. Aveva quel dono che si chiama equilibrio estetico".
E' una ragazza estroversa, "espansiva per indole e più ancora per grazia", giocherellona, amante della vita, che spalanca la finestra di casa per gridare a tutti: "ciao mondo, ciao gente, sono Paola" e che, nello stesso tempo, ha la maturità riflessiva dei saggi.
Le piaceva pensare: "Quando nelle prime ore del mattino / ascolto l'allegro garrire / e il dolce cinguettar degli uccellini / Penso...". Scrive nel suo Diario riflessioni che lasciano pensosi anche noi adulti: "Il difficile non esiste, l'impossibile richiede solo un po' di tempo" e "Aspetta con calma e avrai tutto ciò che desideri". Tu non sai se ammirare di più l'incantevole semplicità della bambina che "riserva i suoi segreti ai genitori mentre gli altri li nascondono" oppure quella "maturità dello spirito superiore alla sua età" che le fa chiedere in dono, come premio di fine anno scolastico, le lettere di San Paolo. 
Si direbbe che Paola dia messaggi più grandi di lei: "Se credi in Dio hai il mondo in pugno".  Lo scrive a nove anni! Ha ragione Germano, un ragazzo di sedici anni, a confessare: "Con turbamento mi sento riconosciuto nei pensieri di Paola, nei quali balenano lampi d'infinito".
 
 
 
Paola: una ragazza a volte non capita per la sua nitida e coerente identità cristiana, ma portatrice di una ricchezza interiore tale da avere oggi una schiera di ammiratori attratti dal "profumo" della sua presenza: lei a volte "non guardata ma non inosservata"; lei, l'amica delle emarginate, delle "più deboli, delle più esposte alla prepotenza altrui; sempre pronta a prenderne le difese"; lei "un ponte per unire, non solo per passare". "Il riflesso del sorriso di Dio" questa primavera chiamata Paola, con un bagaglio umano molto ricco (passa con disinvoltura dalla danza all'atletica, dalla chitarra alla piscina, dalla pallavolo alla poesia) e che nello stesso tempo sa gestire tutto ciò in chiave d'altruismo. L'oblatività fu una sua caratteristica prima ancora che tentasse di concettualizzarla: "io son felice se vedo te contento"; "nella sua preghiera - leggiamo - c'è il pianeta intero".  Una ragazza "impastata di farina di prima qualità" che cresce, cresce a tutti i livelli e nel necessario cangiare che la crescita comporta, mantiene fissi i grandi valori che orientano la vita cristiana. I valori!  Questo discorso tanto difficile quanto urgente per i giovani d'oggi, e che in Paola ha trovato una convincente testimonianza di possibile e felice incarnazione. Paola è molto vicina a noi nel tempo. Parla perciò la nostra lingua. Non ha bisogno di traduzione, anche se la storia corre così velocemente.
Aver portato alla luce il messaggio racchiuso in questa giovane vita, significa aver detto ai giovani che la santità è possibile ancora oggi, è aver detto agli educatori che educare è ancora possibile.
In questi anni tutti protesi ad una nuova evangelizzazione, la quale fra tanti sinonimi annovera anche quelli di nuova educazione, questo "piccolo genio del dialogo familiare" costituisce una testimonianza preziosa e convincente di dove può giungere un'educazione familiare nuova".
Sac. Pasquale Liberatore, Postulatore Generale dei Salesiani - Roma 1995
 
145) “Paola, questa primavera è cresciuta così meravigliosamente perché i genitori hanno saputo creare un accordo  mirabile per questi due valori: l'AMORE e la SERENITA'. Lei ha capito per tempo una verità colossale; mi ha spaventato trovare nei suoi appunti, che ho letto e studiato con grande amore, anzi con umiliazione, frasi profondissime!  Ma come è possibile che una ragazza così piccola è capace di dirci cose così grandi! Due sono le cose che profondamente la commuovevano: un cielo stellato al di sopra di lei e l'ordine morale che è in noi. E quando l'uomo arriva a questa grandezza, che è inferiore solo a Dio, Gli darà il tu perché è compresa dai genitori. I genitori erano felici perché erano compresi dalla figlia. Allora erano tre corpi, un'anima sola, un sol cuore.  Ecco, questa famiglia era riuscita a tanto".
Don Adolfo L'Arco ‑ ottobre 1980
 
146) "I morti, come viene ricordata lei, vivono. Tutto ciò che lei ha scritto arriva direttamente al cuore e non ne uscirà mai. Paola era una fanciulla "rara". Chi ha saputo di lei è rimasto toccato. Qualcuno addirittura ha detto: 'Io prego Paola per mia figlia, lei ora è vicina a Gesù". Io sono convinta che col tempo Paola salirà agli onori degli altari".
Eva Rossi ‑Luglio 1979
 
147) "Chi vi scrive è un'amica di scuola di Paola. Ho sentito il bisogno di scrivervi una parola, qualcosa che vi assicurasse che anche noi sentiamo vivo il ricordo di Paola. Ricordi! Possibile che siano già ricordi? 
Non riesco a convincermi che Paola non ci sia più, m'illudo che sia a Napoli a trascorrere le vacanze. 
Ora non ho altro pensiero che quello di tornare a scuola dove sarà sempre viva la presenza di Paola. Io ho preso Paola come mio angelo custode e la prego tutte le sere".
Angela Calabrese ‑ Luglio 1978
 
148) "Paola non è mai stata mia alunna, non ho avuto questa gioia, ma posso affermare con orgoglio che è stata qualcosa d'importante nella mia carriera d'insegnante di religione Mi colpì soprattutto l'acutezza del suo pensiero, alquanto insolito, in un'alunna di 13 anni allorquando mi rivolse trepidante di attesa una domanda sulla nostra risurrezione finale. Le lessi un passo di San Paolo che apprezzò molto, e da allora la sua ammirazione per "l'Apostolo delle genti" me la rese ancora più cara.
Mi piaceva colloquiare con Paola, spesso parlava dei suoi genitori, dell'affetto profondo che la univa a loro e una volta, sorridendo con quel suo sorriso aperto e inconfondibile mi disse che non la morte la spaventava, ma il dolore che la sua morte avrebbe certamente provocato al suo papà e alla sua mamma.
Per questa sua sensibilità, io credo, che Paola non sia passata invano accanto a noi; ha lasciato un ricordo di giovinezza fatta di sogni e di speranze terrene, ma anche di Fede profonda nella risurrezione finale".                                                                                  
Prof.ssa  Maria Grazia Saliva - Marzo 1979
 
 
149) "Paola, la mia allieva più brava del Liceo Artistico di Taranto. Era li, al primo banco, con un cumulo di appunti sempre pronta all'intervento, intelligente e garbata, sempre sorridente. Innocente, pura e libera nei suoi pensieri e nel suo cuore. Mi diceva che, nonostante la disciplina e il testo difficili, ero il professore più bravo e più semplice. 
In verità era lei precoce ed intelligente, semplice e chiara: cristallina nella espressione, amabile nel porgere, dolcissima nel dialogare. Ho già dimenticato tutte le altre di quell'anno, ma Paola, no: è indimenticabile. Dico "è" perché chi è vissuto come dono dell'amore di Dio, come Paola, non può che non "essere" sempre".                                                               
Prof Cosimo Fornaio -  Luglio 1978
 
150) "Paola è stata un'anima pura e semplice, ecco perché ha potuto scrivere cose superiori alla sua età e alla sua cultura, ecco perché ha potuto dare certe spiegazioni addirittura "teologiche". 
E' la semplicità dei Santi, i quali non hanno bisogno di studiare per capire Dio e il prossimo, è l'amore che li porta a vivere in questo modo. 
Anche se non l'ho conosciuta personalmente, me la sento vicina, come una persona amica, alla quale confidare il proprio intimo e aspettare da lei una parola di conforto e di incoraggiamento".
Padre Giovanni  Colello - Aprile 1980
 
151) "Sapete, è un po’ che la santità mi attrae, ma cercavo un modo per capire, e così il giorno dei Santi il mio parroco ha raccontato la storia di Domenico Savio e, come lui, mi ritrovo a chiedere aiuto e preghiere per essere un po' santo anch'io. E così compare Paola... fresca, gioiosa come me, e come me terribilmente incompresa. E la dedica di Paolo, mio fratello, sul libro "Ciao gente ... sono Paola" così suona: "E' con l'esempio di chi è più avanti di noi che ci faremo santi", sembra parlasse di lei e di ciò che sto sentendo divorando questo libro; eppure anche per me, come per altri, è stato uno "strano" sentirsi toccati l'anima da una sconosciuta".  
Pippi Contini ‑ Novembre 1997
 
152) "Ammiro molto Paola, credo sia stata una ragazza fantastica, che oltre ad avere i problemi che tutti noi abbiamo, riusciva sempre a superarli... sperando nell'aiuto di Dio.
Anche io prego molto e confido nel Signore, ma non riesco a dire ciò che diceva lei come: "Se credi in Dio hai il mondo in pugno".
Forse perché con le persone non si parla mai di Dio, almeno come primo discorso, ma si parla sempre della vita attuale con i suoi pro e contro. Io conosco la vita di Paola perché qui a scuola abbiamo fatto dei lavori di gruppo sulla sua personalità, sempre allegra e disponibile, e questo mi ha reso felice e il conoscere la sua vita è stato un motivo in più per affrontare la mia con più fiducia in me e più amore verso gli altri".                                                                                            
Mentani Lucia ‑ Marzo 1999
 
153) "Anche io, come gli altri corrispondenti, sono stupefatta da Paola e dalla sua personalità piena di fede. A volte mi fermo un attimo e mi rendo conto che il mio comportamento nei riguardi degli altri è poco giusto e quest'oggi rileggendo di lei, ho scelto di essere migliore e seguire i consigli che ci ha lasciato. Inoltre riflettendo sulla frase "Se credi in Dio hai il mondo in pugno" ho capito che forse gli uomini sono rivolti a Dio in modo sbagliato, cioè lo credono troppo severo nei nostri riguardi, ma per Paola questo non ha senso e ci invita a seguire il cammino della vita che lei non ha potuto compiere sino alla fine, da fedeli che sappiano vivere in armonia con Dio, se stessi e il "MONDO INTERO".
Galeone Francesca – Grottaglie (TA) Aprile 1999
 
154) "Che dire di questa stupenda ragazza, che sapeva contemplare la natura con gli occhi puri e stupiti di un "genio", che sa cogliere la bellezza del creato fino ad elevarsi al CREATORE?
Certamente la sua educazione aveva favorito in lei il senso dell'Assoluto, che nasceva da una vita semplice e sana, non "bigotta", ma aperta alla gioia di vivere, allo sport, alla musica, alla danza, all'amicizia, alla famiglia, di cui godeva le gioie più genuine: l'amore del caldo abbraccio dei suoi genitori".                                                                          
Suor Rina Dellabartola - Marzo 1999
 
155) "Siamo un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni. La nostra catechista ci ha fatto conoscere la storia di Paola e abbiamo capito come era profondo il suo animo. Sappiamo che voi avete raccolto in un libro tutti i pensieri di Paola, e volevamo sapere come poterlo rintracciare, sicuri che Paola potrà esserci molto utile per aiutarci ad affrontare i problemi, le incertezze, i dubbi e le tentazioni che alla nostra età si presentano con prepotenza.
Sara, Riccardo, Luca, Anna, Francesca ecc. - Novembre 1999
 
 
156) "Dopo la lettura del "Ciao gente... sono Paola" ho capito che è giusto non sprecare nessun minuto della propria vita; la vita è meravigliosa e soprattutto è dono di Dio. Paola aveva una grande voglia di vivere e, leggendo la sua vita, la sua piccola e lunga vita, sentivo una forte felicità, era come se mi trasmettesse un po' della sua voglia di vivere. Dico un po' perché lei era il sole che brillava in qualunque ora del giorno ed io al confronto sono un sole con nebbia davanti che le impedisce di vedere e amare cose meravigliose.  Ogni volta che rileggo qualche pagina del libro è come se all'improvviso il temporale andasse via e Paola spuntasse nell'arcobaleno, sorridente e bella, con il suo dolce sorriso, ed entrasse nel mio cuore; e la mia anima si rallegra e nasce in me tanta voglia di amare, di amare Dio.
Ho anche capito, grazie a lei, che non bisognerebbe sprecare la vita perché si potrebbe all'improvviso morire, e morire senza aver ringraziato Dio per i doni che ci ha regalato; morire con l'anima buia, è terribile! Grazie Paola!                                                    
Di Luca Bruna – Brolo (ME) Ottobre 1996
 
157) “L’erba senza campo morirebbe e il campo senza fiori sarebbe un deserto". Questa frase mi ha colpito moltissimo, perché fa capire come è impossibile avere una vera amicizia e anche come è difficile forse il rapporto vero basato su valori veri con un'altra persona, ma bisogna farcela e non arrendersi mai... perché un amico è il più bel regalo che tu fai a te stesso, che deve essere custodito, apprezzato ed amato".                                                                                    
Pianori Lucia - Marzo 1999
 
158) "Paola era una ragazza speciale, perché fin da piccola aveva una chiara concezione di vita illuminata dalla luce della fede; si capisce dai suoi pensieri che amava molto il Signore e che si fidava di lui pienamente, senza avere alcun dubbio. Io non ho ancora idee chiare come le aveva lei, io credo in Dio, ma spesso, richiamata da altri problemi e impegni, mi dimentico di Lui, di quel Padre che ci ama e che ci guida sempre. La frase, il pensiero che mi ha particolarmente colpito è: "Aspetta con calma e avrai tutto ciò che desideri". E' un pensiero profondo, frutto di tanta meditazione; sono certa che lei aveva una grande serenità interiore. Era una ragazza seria e posata. Di solito i ragazzi della mia età (io ho 18 anni) sono tutti irrequieti, vorrebbero tutto e subito perché aspettare "con calma" è difficile, richiede pazienza e tanta speranza, quella speranza che Paola aveva maturato e che noi giovani d'oggi stiamo perdendo. Non è facile attendere quando un desiderio è forte, ma credo che, grazie all'esempio di Paola, molti giovani, compresa me, impareranno ad aspettare, perché se qualcosa è davvero importante, non tarda a venire. Molto bella è la frase: “Il difficile non esiste, l'impossibile richiede solo un po' di tempo".  E' un'affermazione che fa riflettere... Per essere sicuri di tutto ci vuole una grande forza d'animo ed una grande fiducia in Dio. Davanti ai miei occhi, soprattutto quando sono "depressa ed angosciata" tutto appare difficilissimo, insormontabile e mi sento impotente ed incapace di fare una determinata cosa. Ma Paola mi ha fatto capire che devo impegnarmi, perché nulla è così difficile da non poterci riuscire; basta volerlo con amore e fiducia in Dio e sono certa che tutto si risolverà".
 Simonte Maria - Marzo 1999

159)  "Nella vita di ogni uomo c'è sempre "un giorno dopo", bello o brutto che sia. Essere ricordati dopo morte non è di tutti, esserlo dopo anni è certamente di pochi. Paola Adamo è tra questi". II "Giorno dopo" di Paola ha un sapore particolare. "Gli scritti, le conferenze, le attestazioni, i libri, le trasmissioni radiofoniche ed oggi ancora libri, incontri, visite ai luoghi che la videro crescere, studi singoli e collettivi, pubblicazioni via Internet, fanno sì che anche se trasferita in altro Luogo, entrando nel cuore di tanti, continua quell'opera di promozione umana cui si sentiva chiamata. Sicché, sapere e vedere come il suo semplice, corretto, genuino, spontaneo modo di vivere la vita tra gli amici, è motivo di certezza della sua presenza amica tra coetanei, adulti e famiglie. Non stupisce quindi, ma incanta vedere come, lentamente ma costantemente, intorno a lei, vada crescendo un fervore ed un coinvolgimento generale che percorre tutta l'Italia e dilaga in Brasile e nell'Africa dell'Est. A fronte di ciò, è lecito pensare che sia sempre Paola che, con la sua capacità di suscitare fraternità ed amicizia, motivi il desiderio di fare comunione per ricambiare Amicizia e Fraternità.  E il "Giorno dopo" continua; ma quale è il fine?  Perché?"
Dal testo di G. Costa. "La chiamavamo Polly" -Edizioni Paoline, 1986
 
160) "Ero in preghiera nella cappellina del Sacro Cuore quando il mio sguardo si è incrociato con una immaginetta che riportava il volto della cara Paola. Mi fissava con il suo viso rassicurante.., e non ho potuto fare a meno di vedere chi fosse. Sembrava mi stesse aspettando, come per dirmi sono qui che voglio aiutarli.  Sono certo che Paola conosce le mie sofferenze, il bene che non ho fatto e il male che ho ricevuto.  Da oggi in poi è il mio secondo Angelo Custode, la invocherò con Gesù e Maria in mio soccorso, perché questo Angelo è venuto a me. "Se credi in Dio hai il mondo in pugno". E' vero, Paola ora tu dal cielo, dimmi di credere ciecamente e il mondo non mi sfuggirà. Grazie Paola.       
Angelo  D’Alessandro - 08.07.1999 Taranto
 
161) "Paola: la considero come una “longa manus” del Signore, una "voce" di cui Egli si è servito per giungere al cuore dei giovani del nostro tempo, in modo speciale al mondo delle giovani.
Una voce che è invito a saper conciliare il bello ed il dilettevole con il buono e il vero. Poiché il bello, il buono e il vero derivano da un'unica scaturigine: l'Assoluto di Dio. Ed una volta che questa voce è suonata sul mondo ha il potere di travalicare gli anni e i secoli, perché partecipe dell'eternità di Dio. Paola, il Signore ti ha richiamata a Sé nel fiorire della giovinezza. Vedo ciò come il suggello che viene apposto sopra una lettera di particolare importanza, di una "raccomandata".
Ed all'inizio di questa lettera ci sono le tue parole: CIAO GENTE... SONO PAOLA". 
C  C. 23.10 1999 – Taranto
 
162) "Paolo di Tarso afferma:" Tutto è vostro , ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio". (l Cor. 3,21-23)
Paola era ammiratrice di S. Paolo fino a proclamarsi "sua nipotina". Tutto è vostro: Paola ha fatto esperienza di tutto ciò che può contribuire ad una crescita armonica di tutto il suo essere, sia nella sfera fisica che in quella intellettuale... Paola ha sperimentato tutto ciò che è bello, che è buono e "merita lode", ma tutto ciò in armonia con la legge di Cristo... Ecco allora spiegato l'impegno, la "battaglia" di Paola che, trovandosi nella sua scuola a contatto con un mondo secolarizzato, imbevuto di dettami che predica il mondo (permissivismo, compromessi, licenza...) si erge a paladino della verità e dei sani principi morali. Principi da lei vissuti prima nell'intimità del focolare domestico e poi integrati e sublimati in Parrocchia, a scuola di catechismo e nella ricezione dei Sacramenti della Chiesa.  E Paola ha sofferto nel vedersi sola o quasi in questa lotta, in questa attesa della verità. Ha dovuto soffrire beffeggiamenti, incomprensioni... Certo la sua intelligenza perspicace la farà collocare ai primi posti nelle classi frequentate. Ma pur stando ai primi posti non dimenticherà né ignorerà chi, tra le sue condiscepole, starà giù in graduatoria. Anzi saranno queste le sue compagne preferite, con le quali farà unità, ricreando in qualche maniera l'armonia vissuta tra le pareti domestiche.  Se Paola ha incontrato momenti di sofferenza nella scuola, penso che era nell'intimità della famiglia che lei si "ricaricava", veniva confortata dal caldo abbraccio con mamma e  papà. E soprattutto il segreto della sua pace era nel fare unità con il suo Dio nella preghiera".  Dal Foglio "Ciao gente... sono Paola" di Gennaio 2000: "Alle soglie del Duemila, nella fase del Giubileo, la figura di Paola. Questa ragazza di quattordici anni e otto mesi diventa significato fondamentale, gesto indelebile, impronta divina d'un angelo vissuto per pochissime ore, che, guardandosi intorno va alla ricerca dei perché sociali. Gli angeli vivono accanto a noi; Paola emerge come un dono di Dio, come leggo nel bollettino di Cascia. Il cammino compiuto dalla piccola Paola, percorre tutto il mistero della vita; ed iniziamo a conoscere questa realtà tuttora vivente nei cuori di chi l'ha conosciuta ed abbracciata.  Paola, preghi per ogni fanciullo, per i suoi coetanei, fraterne generazioni del Duemila; per noi che siamo miseri dinanzi a tanto dono di Dio!"
Enzo Grande - 18.11.1998 – Racale (LE)
 
163) "Ieri sera stavo guardando la sua foto... Non passa giorno che non lo faccio; mi sono persa dentro i suoi occhioni immensi, occhi trasparenti di purezza e ho sentito un'emozione grandissima. 
Mi sono anche imbarazzata, i miei occhi nei suoi... Sentivo la sua vicinanza ed è stato stupendo piangere di gioia... Amo Paola più d'ogni altra cosa al mondo, perché è in lei che confido. 
E Paola che mi aiuta in tutto; non so spiegare cos'è, ma so che lei davvero in cielo lavora per me. 
Spesso mi viene il desiderio di abbracciarla forte forte, e ci sto male perché non è possibile. Poi penso a quando potrò abbracciarla e mi chiedo se ne sarò degna!  Per fortuna che c'è Paola, se no davvero non saprei a chi aggrapparmi. I miei due confidenti sono Paola e Gesù.  Infatti, ho la foto di Paola sul mio comodino e un quadretto col Cristo accanto a lei e con loro parlo e so che non mi abbandoneranno; io mi fido di loro".
Ada Colapetella 26.11.1999 - San Potito (CE).
 
164) “Paola è una creatura eccezionale che suscita sentimenti di bontà e riflessioni profonde sul significato della vita. II corredo di virtù che questa dolce fanciulla portava in sé, a mio avviso ha inizio dal primo istante della sua esistenza.  I genitori l'attesero in preghiera; infatti, queste passavano per il cuoricino di Paola che già prima della nascita, alimentava, giorno dopo giorno, il suo amore per il Padre del cielo.  Si spiega così come una bambina a nove anni aveva una fede così profonda da farla esclamare: "Se credi in Dio hai il mondo in pugno". 
La sua fanciullezza è come un'acqua limpida che scorre cristallina mostrando tutta la sua trasparenza. 
Intelligente, semplice, riflessiva, mostra bontà, saggezza e una maturità fuori della norma. Ha occhi pieni di amore per tutti ed è sempre disponibile verso gli altri anche quando non è ricambiata o viene ferita.  Paola ha avuto dei genitori meravigliosi e la sua famiglia è stata un'oasi di pace dove ancora regna l'armonia e la gioia. Il loro amore quasi per osmosi, si diffondeva tra loro in una reciproca ammirazione che li rendeva felici.  Come sarebbe bello il mondo se in tutte le famiglie regnassero tanta comprensione e amore! 
Paola, fiore soave che il Signore ha voluto recidere sul più bello della sua giovinezza, è un validissimo modello per la gioventù del nostro tempo. Lei, dal cielo, vorrà richiamare sul retto sentiero tanti giovani per farsi loro guida e compagna ".                                              
Paola Elia 12.05.1999 – Taranto
 
 
165) "Se io nelle mie preghiere ricordo Paola e prego anche per Paola stessa, lo faccio perché è il mio cuore che lo desidera. A volte guardando la foto e vedendo questa bella ragazza con la faccia pulita e gli occhi grandi, resto preso dalla sua espressione che emana energia positiva. 
Adesso le dico una cosa che non volevo scrivere, lei non mi crederà, ma quando mi capita di guardare Paola in foto a volte mi sembra che lei mi sorrida; sarà un'illusione ottica, ma mi succede davvero. 
Io non so nulla di Paola; di lei mi ha parlato Suor Rina di Rimini, ma io sono solo sicuro che lei mi manda energia vitale, e mi dovete credere, è vero quello che dico, non sono un ciarlatano".
Gianbattista Falco - 06.09.1998 - Palermo
 
166) "Quando ho conosciuto Paola, stavo affrontando uno dei tanti ostacoli che si incontrano nella vita. 
Ricordo che in tanto buio rividi una luce, una speranza; era lei che veniva verso di me e che mi incoraggiava dicendomi: "Se credi in Dio hai il mondo in pugno". 
Conoscere la sua vita mi ha ridato la gioia di vivere e soprattutto la forza di resistere nelle avversità". 
Stefania Della Pietà - 07.05.2000 - Grottaglie (TA)
 
167) "Paola ha conquistato il mio cuore, dal primo giorno che ho ricevuto la pagellina. 
Io la prego sempre e la porto nel mio cuore, ovunque io vada... Io per la santità di Paola pregherò fino all'ultimo giorno della mia vita.  Sono rinato, non sono più quello di prima, ora la mia vita è diversa. Amo di più tutti.  Intanto i miei giorni trascorrono sempre con le preghiere fra le mie labbra. Nel parlare con Paola le dico sempre: Paola, ti voglio tanto bene; aiutami.
Spero sicuramente che Paola mi abbia compreso perché per me è Santa e mi aiuta". 
Luigi Cocco 24,05.2000 - Scafati (SA)
 
168) "Vi immaginate un'adolescente, con una faccia d'infanzia ancora fresca nel viso tutto vivacità, e una sguardo grande negli occhi neri, che cercano lontano, strano miscuglio di donna e di bambina, nel chiarore di un giorno di sole tarantino, affacciarsi dalla finestra spalancata della sua casa, gridare alla gente della strada sottostante: "Ciao, mondo! Ciao, gente! Ciao...! Ciao a tutti!" Cos'è? Spensieratezza infantile? Esuberanza di adolescente? Gioia di vivere, forse, desiderio di comunicare?
E se fosse un "ponte" contro la solitudine di molti? Solo chi ha conosciuto l'amore tenta l'impresa, non solo di dialogare occasionalmente, ma di farsi dialogo costante in un mondo dove il comunicare sembra spesso pianeta irraggiungibile, a tutte le età.
Paola Adamo, vissuta quindici anni soltanto, aveva già deciso che la sua vita sarebbe stata un dialogo continuo: con la parola, con lo scritto, con l'arte, con la musica, persino con un progetto architettonico.
Comunicare amore è un'arte: e Paola era un'artista" 
Giuseppe Costa "La chiamavamo Polly”  ‑Edizioni Paoline - Milano 1986
 
 
169) "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va", leggiamo nel Vangelo di Giovanni. E così è successo a Napoli e a Taranto dove è nata e vissuta Paola Adamo, cresciuta negli inquieti anni della contestazione studentesca.
La storia di Paola, nata il 24 Ottobre del 1963, morta il 28 Giugno 1978, a soli 15 anni, di epatite virale fulminante, viene raccontata oggi, dopo vent'anni dalla sua morte. Anzi, pare quasi che il trascorrere del tempo non faccia altro che aiutare la conoscenza di questa ragazza che stupì familiari, amici ed educatori per la profonda spiritualità che la ispirò fin da ragazzina, tanto da fare pronunciare a soli 12 anni: "Se credi in Dio, hai il mondo in pugno!"
Cristina Siccardi - "Il nostro tempo" ‑ 12.07.1998 Torino
 
 
170) "E' accaduto un fatto strano. Da quando è stata pubblicata la biografia di una ragazza morta nell'estate 1978 a poco meno di quindici anni - Paola Adamo - si sono moltiplicati in tutta Italia i suoi "amici", conquistati dalla sua personalità e dalla sua storia.
La sua biografia - dal titolo "Ciao gente... sono Paola", editrice Città Nuova - è stata scritta nell'anno della Famiglia e pubblicata nell'anno della Donna, ottenendo un successo clamoroso. 
Forse perché la scomparsa di una ragazza nel fiore dell'adolescenza desta sempre emozione; o forse perché lei possedeva una personalità fuori del comune, resa più affascinante dal segreto della gioia cristiana.  La sua vicenda è sintetizzabile in poche righe: figlia di due architetti, Claudio Adamo e Lucia D'Ammacco, Paola cresce a Taranto nel calore di una autentica famiglia cristiana. Enormemente gratificata dal bellissimo rapporto che ha con i genitori, incontra difficoltà ad essere capita dai compagni di scuola, anche perché maturata precocemente. Tuttavia, trova nella fede intensamente vissuta la forza  di guardare alla vita con ottimismo, di  comunicare  con  tutti - amici ed estranei - vedendo in essi tanti fratelli. II suo percorso di fede, di cui è stato testimone il suo direttore spirituale, Don Giuseppe Schiavarelli, salesiano, parroco della chiesa di S. Giovanni Bosco a Taranto, è tanto lineare quanto intenso. Paola riesce ad avvicinarsi a Dio, a porlo come unico scopo della sua vita, conformandosi alla sua Parola. Ad un certo punto viene colpita da una gravissima, improvvisa forma di epatite che in pochi giorni ne stronca la breve esistenza". 
(Da “INSIEME PER”,Rivista trim, delle Maestre Pie dell'Add. –Rimini-Nov.1997) a cura Angelo Montonati
 
171) "Leggendo la vita di Paola Adamo si resta sbalorditi e quasi un poco interdetti perché sembra fatta per smentire un mare di luoghi comuni.  Le pagine di questa breve e avvincente biografia documentano che ai nostri giorni è ancora possibile vivere l'adolescenza - la stagione più bella e difficile della vita - in pienezza di umanità e in sintonia con la visione cristiana dell'esistenza. 
Allo stupore fa seguito una più pacata riflessione. La breve, ma intensa, vicenda umana di Paola appare certamente un dono di grazia, ma nel contempo anche il risultato di una felice integrazione tra la sua personalità in crescita e la eccezionale capacità educativa dei suoi genitori".
 Saverino De Pieri  - "La chiamavamo Polly" ‑ Edizioni Paoline, 1986
 
172) "Come sempre ho fatto, devo dirvi che io non manco di ricorrere a lei ogni giorno: sento la sua vicinanza spirituale, avverto il suo aiuto che chiedo anche per altre persone in necessità. Paola è vicina a chi soffre, ai giovani che non trovano motivazioni per vivere, a coloro che non hanno speranza, a coloro che cercano una via da percorrere nella loro vita: ci si accorge che, prima o poi, l'aiuto suo spirituale, soprattutto, arriva".
Suor Rina Dellabartola ‑ Rimini
 
173) "Paola Adamo, una fanciulla della Diocesi di Taranto che ebbe una vita così breve... anch'essa è un fiorellino che la santità l'ha conosciuta e forse potrà essere presentata al popolo cristiano, a suo tempo, come modello"  Padre Costante Passionista ‑ da "Radio Maria" 15.12.1999
 
174) "Paola cresceva e si costruiva con serietà, studiando e ricercando anche nelle ore di svago, nei momenti liberi nelle giornate di vacanza, senza mai perdere ingenuità e allegria. Osservava tutto e tutti criticamente, amante come era di cogliere il possibile per la formazione del suo io attraverso una costruzione verificata: voleva essere migliore, cristianamente migliore. Si avviava ad essere un capolavoro divino e umano"       Franco Solarino in" Una primavera chiamata Paola" . LDC Torino 1981
 
175) "Ho iniziato ad intensificare le mie preghiere a Paola chiedendole di intercedere presso il Padre per me affinché Egli mi conceda una grande grazia, un miracolo impossibile. Forse è solo un caso fortuito, ma certamente io continuerò a pregarla incessantemente perché se lei è presso Dio, può aiutarmi e vi assicuro che lo sta già facendo. 
Mi sono affidata in particolar modo a lei perché la sua ferma convinzione che chi crede in Dio riesca ad annientare il difficile e a sconfiggere l'impossibile la pone in una grande ammirazione ai miei occhi e mi invita ad avere una più sicura e salda fede, che spesso in me viene meno..."
Marcella Galiano, 19.03.2003 Manduria
 
176)  “Ho avuto in questo periodo (11 dicembre 2014) l’intervento di cataratta all’occhio sinistro. 
Mentre stavo sotto l’apparecchio chirurgico che si muoveva, ho percepito che il medico aveva qualche difficoltà dicendo:” sembra proprio incollata” spontaneamente ho invocato Paola perché intervenisse in questo delicato momento di difficoltà e quale fu la mia sorpresa?  Il medico immediatamente esclama: tutto bene, tutto fatto.   Sono certissima della intercessione di Paola Adamo.”
“Missionarie della scuola” - Piera Di Baudo -18 gennaio 2015 Taranto
 
 
177) "Ho provato grande gioia nel notare il ritratto di Paola sul calendario "Santi del Sistema Preventivo" allegato al "Bollettino Salesiano" di Novembre. L'incontro con Paola per me sempre fonte di una gioia profonda, da me mai provata a questo livello. E' come se mi avessero iniettata una "dose" di gioia. E' una gioia interna, profonda, che non proviene dall'esterno, ma è in me, nella mia anima. Allora ti rendi conto che nessuna cosa del mondo, nulle di esterno o di materiale può renderti così felice. La vera felicità è quella dell'anima, è quella che nasce da dentro e che viene da Dio... Uno dei segreti dell'animo splendido di Paola è che aveva la gioia dentro, quella autentica, ed era capace di manifestarla all'esterno a tutta la gente che incontrava; si nutriva di questa gioia, grazie soprattutto alla sua famiglia, e la esternava nel modo più naturale e più semplice possibile... Mi chiedevo dove fosse Paola ora e cosa provasse: lei è nella gioia e nella pace perpetua, tanto grande che non possiamo comprendere, ma ci guarda da lassù e ce la trasmette in parte. Dico un grande grazie a Paola per avermi fatto capire tutto ciò".
Marcella Galiano, 04.07.2003 Manduria
 
178) "L'amicizia è una cosa molto importante, e sono fortunate quelle persone che possono godere della stima, dell'affetto e della simpatia di un amico. Io ero tra quelle persone. Ora non più, perché mi manca quella con cui passavo ore liete, con cui dividevo i momenti di tristezza. Paola, che per me è stata tutto. 
E' stata comprensione, amicizia, consigli utili. Come ti puoi abituare alla mancanza di persone del genere? Dalla sua amicizia ho ricavato, tra tante, alcune cose molto importanti. Paola era una ragazza aperta e gioviale e mi insegnava ad essere ugualmente gioviale con i suoi modi di fare, a volte bruschi, a volte pieni di comprensione. Confidava a me i suoi problemi e io cercavo di consigliarla, anche se a volte non sapevo come, ma cercavo, riuscendo in qualche modo. La famiglia è sacra, ma per lei era tutto come in nessun'altra ragazza ho visto mai nutrire tanto affetto per i genitori come Paola verso i suoi. 
In tutte noi è rimasta amarezza e perplessità sapendo che non sarebbe stata più con noi. Ma è stata pure una spinta ad andare avanti. Continuare per un cammino migliore e seguire quello che significava per lei la vita.                                                                                      
Giuliana De Sinno - Luglio 1986 Taranto
 
179) "Quando penso a Paola mi ricordo della poesia "La quercia caduta"; ecco, lei sembrava inutile come la quercia. Il prossimo si accorse solo dopo dell'ombra che essa faceva, dei nidi che ospitava, della sua funzione. Così noi solo oggi ci accorgiamo del valore di Paola e di che cosa valeva per noi. Ieri ogni suo gesto sembrava banale e stupido, oggi ci appare importante e ci fa meditare"
Tonia Marsella - Taranto 1985
 
180) "Paola nella sua breve vita ci ha insegnato che è vero cristiano chi vive cercando di trasmettere agli altri la Parola di Dio, attraverso il dialogo, il confronto e la disponibilità. Serena ed equilibrata fu, infatti, aperta con tutti. Con i suoi genitori, per lei preziosi interlocutori, da cui si impara e a cui si insegna, perché nella vita non si smette mai di crescere. Con gli insegnanti, che di lei apprezzarono le capacità e la buona educazione, ma anche l'allegria e la vivacità. Con le amiche, con cui fu sempre generosa ed amabile.  Con chi la dimostrava ostilità, ma che lei non ritenne mai nemico, cercando, invece, il dialogo, per trovare un punto d'incontro, annullare le incomprensioni ed instaurare un intenso legame. E' per questo che il suo ricordo ci sostiene e ci guida.
Grazia Ettorre- 01.12.2006 Grottaglie (TA)
 
181) “Paola credeva nell'architettura, così come si può credere in Dio, per fede, e vedeva in me, suo professore, il sommo sacerdote di questa sua religione. Quando annunciai che avremmo smesso di copiare architettura, perché avremmo fatto noi architettura, la gioia che le brillava dentro era percepibile a livello
fisico, e si avvertiva l'affanno di tacitare le più querule compagne, per non sottrarre preziosi minuti a quello che avrei detto.
Quando frequentava ancora il primo anno di Liceo, aveva una passione per le battute di spirito, per le freddure e per tutti quei giochi di parole, che era un'altra dimostrazione della sua vivace intelligenza. 
Ma il suo divertimento maggiore era, finita la lezione, quando atttendevamo il suono della campana per uscire, quello di mettermi in imbarazzo, sparandomi rapidissime le parole con la richiesta di una differenza tra qualcosa di strano, o se sapevo la tale o l'altra battuta, sempre per me, preso alla sprovvista, poco comprensibili e quindi potermelo rapidamente spiegare, dopo aver aperto il suo franco e largo sorriso, contenta di togliermi dall'ignoranza di quella così importante conoscenza.
E seguitava, guardandomi, a sorridere fino all'uscita." 
Arch. Piero Vallauri, suo professore di Architettura presso il Liceo Artistico di Taranto – 1978
 
 
182) "Paola aveva tutto quello che una ragazza della sua età dovrebbe avere: lealtà verso le compagne, senso dell'amicizia, impegno costante nello studio anche a costo di sacrifici che non avvertiva.
Avevo imparato a capirla dagli occhi, così vivi ed espressivi, che mi dicevano tutto, sia quando approvava, e allora brillavano di gioia, sia quando disapprovava, quindi diventavano tristi, senza espressione; anche se da ragazza educata continuava a restare tranquilla, cercando di nascondere l'imbarazzo di non condividere il mio comportamento.
La sua puntigliosità di bambina quale era, essendo la più giovane della classe, le ha procurato qualche amarezza: non tutti avevano capito che questa era l'espressione della sua evoluzione psicologica in atto. Negli scontri, quando si accorgeva di non essere capita, soffriva in silenzio, senza difendersi e si affezionava sempre più a quelle compagne più vicine a lei per educazione e sentimento o alla più matura della classe in senso assoluto che capiva e l'aiutava".
Prof Maria Rosaria de Vittorio, sua insegnante di matematica al Liceo - Taranto 1978
 
183) "Ci conoscevamo da cinque anni, dalla prima media appunto. Aveva due anni meno di me, eravamo amiche e nel nostro rapporto non mancavano certo dei piccoli screzi, dovuti forse alla differenza di età. 
A volte era insopportabile, come del resto lo siamo tutti in certi momenti; altre volte era stupenda, allegra, simpatica, dolce e matura; troppo matura per la sua età.
Finite la medie, decidemmo di andare alla stessa scuola, e anche qui capitammo insieme. L'impatto fu duro. Nella nostra classe vi erano anche ragazze di 17/18 anni, mentre lei ne aveva ancora 13. 
Si creò tra loro un baratro, aspettavano il momento opportuno per ferirla e ferirsi a vicenda. Io riuscii ad ambientarmi, lei un po' meno e così i nostri rapporti furono un po’ tesi.
Nel secondo anno vi fu in lei un cambiamento. Fu amica di tutte, partecipava ai vari discorsi, era più aperta. Ciò nonostante vi era ancora una piccola barriera tra lei e il resto della classe.
Ci parlava di Napoli, la sua città natale, dei cuginetti che amava immensamente e della sua repulsione per i gatti, argomento questo che personalmente non mi andava giù. Decidemmo che saremmo andate insieme  all'Università di Napoli, per frequentare la facoltà di Architettura, dove, forse, i suoi si erano conosciuti e dove lei avrebbe trovato il suo uomo. Finì così quell'anno scolastico; lei ci salutò prima in quanto aveva terminato tutte le interrogazioni.  Era felice! Tra un po' sarebbe andata a Napoli a trascorrere le vacanze. I suoi atteggiamenti ci sembravano a volte infantili anche se a volte desideravamo essere come lei e giocare insieme a "Fiori, frutta e città", ma forse per orgoglio non lo facevamo...  Come vorrei ora poterle offrire tutta la mia amicizia, riuscirei anche ad accettare quel suo strano detestare i gatti! Paola cara, a te è toccata la sorte del fiore. Ma voglio dirti grazie di tutto quello che mi hai dato. 
Grazie per avermi fatto capire che la morte è vita.
Grazie per avermi fatto ritrovare Dio. Grazie per avermi fatto capire che ciascuna ha qualcosa da offrire. Grazie per avermi fatto capire che tutti sono miei fratelli. Grazie di tutto, Paola.
Anche se preferirei non aver capito niente pur di riaverti!"
Tonia Marsella - Taranto 1985
 
184) "Sono un ventottenne di Roma ed ho appena letto la vostra pagina su Paola. Vorrei complimentarmi con voi per aver offerto questa bella e significativa testimonianza..."
Luca Pignataro - 14.04.2002 –Roma
 
185) "Ho sentito Paola vicina a me e con molta gioia voglio far parte degli "Amici di Paola". 
In catena di preghiera con tutti perché la Chiesa riconosca l'eroicità della sue virtù e la lanci come modello per la gioventù di tutto il mondo e di tutti i tempi". 
Suor Isoleto do Nascimento, 20.08.1999 - Maputo (Mozambico)
 
186) "Entrare in contatto con la storia di Paola è stata per me una esperienza affascinante. E' molto bello sapere che,  nonostante i nostri giorni siano pieni di violenza e incomprensioni, ci siano giovani che vivono fino in fondo i valori evangelici. E' un segno che ancora esiste speranza e che possiamo avere esperienze di persone sante vicine a noi".
Adeilson Pereira Tomé -Maggio 1999Campo Grande - Brasile
 
187) "Paola mi è apparsa di una saggezza impressionante, di un amore apertissimo e quel senso raro di percepire l'universale nel proprio vivere, di un equilibrio progrediente e pur già stabile, con quella fede adamantina che lascia incantati"                                                
Don Marco Cinquetti - Gorizia 1987
 
188) "Non posso non ringraziare il Signore che sa far germogliare, fra le rocce e il deserto del dolore, splendidi fiori. E chiedo a Paola che ha tenuto a battesimo la mia fede, di restarmi accanto, lei che ora guarda con gli occhi di Dio ed ama col Suo cuore".
Tonia Marsella - Taranto 1985
 
189) "In un periodo in cui il senso dello smarrimento si è fatto più fitto... e mentre la mia mente era offuscata da una nebbia così intensa da non lasciar trasparire neppure i sentimenti suscitati dal cuore, Paola si è presentata come colei che rischiara le tenebre, come un stella che alimenta gli animi di quelli che la scoprono, come uno speciale dono di Dio"
Grazia Urgesi, - 22.12.1998 - Grottaglie (TA)
 
190) "Chi crede in Dio, ha il mondo in pugno." "Nulla sembra esserci di più valido a dimostrare la verità di questa affermazione di Paola, quanto la vita e l'attività di San Paolo che fece della fede l'arma e il fine dell'esistenza umana".                                        
Suor M. Domenica Grassiano - Novembre 1995 - Roma
 
191) "Paola non è più, è morta... ma di lei solo il corpo, perché la sento vicino a me sempre. Lei è qui mentre scrivo, è a scuola, per la strada, è sempre insieme a me, sempre, ovunque. E' il mio angelo custode a cui confido tutto, che conosce le mie debolezze, le mie ansie, i miei dolori, le mie gioie.
Devo dire che Polly mi ha dato tanto, tanto! Mi ha fatto capire cose che prima non comprendevo o che non avevo provato... Paola io ti ringrazio per quello che mi hai fatto capire! Ma perché l'ho capito solo adesso?  Perché?  Perché c'è voluta la tua morte per farmi aprire gli occhi, per conoscerti per quello che eri veramente! Mi dispiace Paola, ma non riuscirò mai a dirti grazie con il sorriso sulle labbra.
Tu eri qualcosa di bello, puro, semplice, maturo, ed è vero non potevi stare su questa terra tanto travagliata e piena di guasti... Il Signore ti ha scelta perché tu potessi luccicare, abbagliare con la tua luce pura..."                                                            
Angela Calabrese - Febbraio 1981 – Taranto
 
192) "La morte di Paola non mi fa più avere paura della morte, grazie a lei, che mi appare sempre serena, penso con minor paura alla mia morte, anzi sono serena come lei".
Angela Calabrese Febbraio 1981 - Taranto
 
193) "Anche io; ma io mi sono ribellata al Signore perché io dialogo con Paola ancora oggi, sempre, senza interruzione e la sento che mi ascolta e mi risponde e, parlando con me stessa, sgrido il Signore e mi domando: perché?  Perché a lei e non a chi fa del male?"
Tonia Marsella, Febbraio 1981 Taranto
 
194) Paola l'ho conosciuta nel primo anno del Liceo, e sinceramente da quando l'ho vista mi è stata antipatica e facevo di tutto per essere scontrosa con lei. Solo adesso che non c'è più mi accorgo di aver sbagliato; ora vivo col rimorso e riconosco perfettamente di aver sbagliato, e sono convinta che il Signore ce l'ha tolta perché non l'avevamo capita e, in più, non ce la meritavamo.
Paola anche se non c'è più fisicamente, la sento dentro di me, la sento vicina. Paola non è un capitolo chiuso o da accantonare, anzi, è un capitolo aperto che non volgerà mai al termine. 
Sinceramente se ci penso rido, ma è risata che mi trattiene il pianto".
Angela Lupoli - Febbraio 1981 – Taranto
 
195) "Ho letto la storia della vostra Paola. Era veramente straordinaria e questo anche grazie a voi, perché sono sicura che si diventa così avendo dei genitori meravigliosi, capaci di comprendere e amare sempre.  Da quanto ho letto, Paola amava moltissimo l'amicizia, questo è molto bello... Anch'io faccio pallavolo ed è veramente bellissimo... Da quanto ho capito, aveva uno stupendo dialogo con voi. Io ho dei rapporti molto belli con i miei genitori, ma non penso di essere aperta come Paola.
Mi è piaciuta moltissimo la frase: "Se credi in Dio, hai il mondo in pugno".
(Si è fatta Suora delle FMA)  Giulia Frasca, 13.05.1993 – Bolzano
 
196) "Conoscere la sua vita mi ha ridato la gioia di vivere, di donare e soprattutto di resistere alle avversità."
Stefania Della Pietà, 07.05.2000 - Grottaglie (TA)
 
197) "Un'amica di famiglia che conobbe bene Paola scrisse: "Il Signore ha voluto con sé una piccola santa...  Io sono sicura che col tempo la cara Paola salirà agli onori degli altari".
Eva Rossi, 1979 ‑ Napoli
 
198) "Un santo non si fa mai da solo: ha bisogno di una guida, ha bisogno di educatori, ha bisogno di riferimenti.  E questi riferimenti, educatori e guide ci sono stati in Paola: i suoi genitori e il suo confessore.  Ma in più c'è stato lo Spirito Santo a cui Paola è stata docile.
Rosa Sinisi, 12.06.1999 - Venosa (PZ)
 
 
199) "Paola Adamo si impone alla nostra attenzione quale esempio di come una educazione cristiana e la grazia di  Dio, possono far sbocciare in una famiglia un fiore che certo odora di santità".
Angelo Malagoli, 13.02.1982 - Roma
 
200) "Paola cosa ha avuto per essere additata a tanta gioventù come esempio? Nulla di speciale. Tutto in lei è l'espressione o manifestazione naturale nella vita quotidiana in casa (famiglia), nella scuola, nell'amicizia e nei rapporti con gli altri, con la presenza attiva dello Spirito Santo".
Don Giuseppe Schiavarelli, 28.11.1996 - Taranto
 
201) "Paola con la sua vita profondamente cristiana disorientava: il fine del suo impegno era la conquista di idee morali, di forza, di valori permanenti; impegno condotto in continuità ed in lotta contro l'odierna tendenza a banalizzare tutto".                                                          
Calvo Antonio - Taranto
 
202) "Mi dispiace sinceramente di non aver conosciuto prima la bellissima testimonianza di Paola, stupendo esempio di come, anche nel mondo di oggi, si possa pienamente vivere la vita a 15 anni, in modo autentico e profondamente cristiano senza "bigottismi", ma pagando di persona e dando una splendida testimonianza di purezza.
Suor Rina Dellabartola - 23. 04. 1997 – Rimini
 
203) "La sua dirittura morale, la sua intelligenza superiore, la sua forza di volontà, trovarono incomprensione, anzi opposizione netta nella scuola, anche da parte di qualche insegnante; ma lei non si piegò ai soprusi, alle ingiustizie, alle intimidazioni; seppe reagire con dignità e farsi rispettare. 
Soffrì molto, ma vinse. Vinse stando con le più deboli, le più esposte alle prepotenze altrui, sempre pronta a prenderne le difese".
Don Giuseppe Schiavarelli, ottobre 1996 - Taranto
 
204) "Solo che si abbia un minimo di conoscenza educativa, si sa che a tredici anni, fra le cose che fanno problema, c'è soprattutto il rapporto con i propri genitori, quando ancora questi "esistano" nell'orizzonte dell'adolescente come figure significative e offrano effettivamente la possibilità di un incontro.  Si pensi a quanti ragazzi oggi si dibattono tra un genitore e l'altro come pendolari o a quanti, forse ancora di più, vivono abbandonati a se stessi, senza un vero punto di riferimento.
Paola vive questo problema al pari delle sue coetanee. Del resto, ogni desatellizzazione - quella dei figli dai genitori è fra le più ovvie, eppure è tra le più difficili - comporta in chi la realizza traumi più o meno forti e appariscenti. Quello di Paola con i suoi genitori è un rapporto "a dialogo continuo" e questo, non perché Paola avesse una disponibilità semplicistica o totale - mi pare d'avere a volte colto nei suoi genitori, mentre parlavano della preadolescenza di Paola, il desiderio di minimizzare la fatica di Paola nell'obbedire, talvolta apparsa con ovvia naturalezza, per sottolineare solo la generale e autentica prontezza - ma perché questa ragazza, che fu una grande costruttrice di ponti fra la gente, e perciò anche con i propri genitori, aveva le proprie idee e non le barattava facilmente. Ma Paola aveva sempre e comunque la certezza che i suoi l'amavano veramente, senza riserve; questa è la cornice autentica che ha sostenuto il cammino e la crescita di Paola, anche nei momenti critici, anche mentre affermava con forza la sua autonomia, come normalmente accade".
Giuseppe Costa, "La chiamavamo Polly" Edizioni Paoline Milano 1986, pg. 41-42.
 
205)   Caríssima Lúcia, obrigada por sempre lembrar de mim , mandando noticia  das coisas de Paola . Fico muito feliz mais ainda se já tivesse introduzido a causa de Beatificação ,mas a hora de Deus ainda não chegou. Quero comunicar que estou pedindo a Paola uma grande graça  A minha Diretora Ir. Maria de Nazaré foi fazer uns exames de rotina e constatou um câncer de mama ela é uma Irmã muito jovem e cheia de vida. Que Paola interceda a Deus e que a graça seja alcançada se for da vontade de Deus. Rezemos e pedimos a Paola essa graça . Depois mandarei mais noticias. Um grande abraço bem brasileiro...
La traduzione ( Carissima Lucia, grazie per avermi ricordato sempre, mandando notizie  delle cose di Paola.  Sono molto felice anche di più se fosse già entrato nella causa di beatificazione, ma il tempo di Dio non è ancora. Voglio annunciare che sto chiedendo a Paola una grande grazia.
La mia direttrice Suor Maria de Nazaré, stava facendo alcuni test di routine e ha scoperto il cancro al seno, èuna suora molto giovane e piena di vita. Paola interceda a Dio e che la grazia si ottenga se è la volontà di Dio. Prega e chiedi a Paola questa grazia. Allora io manderò più notizie.
Un grande abbraccio brasiliano ...)
Suor. Maria Biason  F M A  - Venerdì, 22 marzo 2013
 
206) "Mi sono sentita strana, ero ansiosa... ho pregato Paola, le ho chiesto di starmi vicina e, improvvisamente, la mia ansia mi ha abbandonata. Penso a lei quando mi sento sola e mi giunge una grande forza per andare avanti"                                        
Anna  Ciprioti - 24.02.1999 - Augusta (SR)
 
207) Un GRAZIE immenso per le splendide notizie di "guarigioni" ottenute attraverso l'intercessione della nostra "grande Paola"! Grazie per quanto ci donate attraverso il "capolavoro di santita di Paola".
Sr Giuseppina Buffa – Torino 28.01.2014
 
208) Cara Paola, con la tua stessa semplicità ti ho conosciuta, aiutandomi a capire tante cose, a mettere pian piano a posto un piccolo pezzo di un puzzle gigante.
Visitare la tua casa, ma soprattutto entrare nella tua stanza, dove tutto è rimasto esattamente così come tu l’avevi lasciato, mi ha fatto venire un brivido dietro la schiena. Ti sentivo viva, presente lì con noi, anche se non potevo vederti e abbracciare.
Eri bella, ma che dico, bellissima, come un fiore che sta per sbocciare al primo raggio di sole.
Mentre giravo intorno alla tua stanza, ascoltavo i racconti della tua tenera mamma e, quelle parole che così come una goccia dopo goccia, leviga la pietra, irrompevano nel mio cuore.
Gli occhi miei non volevano smettere di piangere; piangevo per il dolore che i tuoi genitori hanno potuto provare quando la morte ti ha strappata a loro e piangevo anche perché dalle parole di mamma Lucia emergevano due grandi doni: l’amore infinito verso il Signore Dio nostro e la consapevolezza della Vita Eterna.
Ti ringrazio infinitamente per tutti i messaggi, le poesie e, soprattutto, l’insegnamento di vita che ci hai lasciato pur essendo ancora una bambina.
Ma soprattutto, ringrazio mamma Lucia per averci dato l’opportunità di conoscere la tua storia e di averla potuta condividere.
Con la speranza che anch’io, come te, possa acquisire quel dolce sorriso sempre stampato sul tuo volto, ti saluto con grande affetto.
In fede,  Marina  -Taranto 04.05.2014
 
209) Carissimi Amici e Fratelli, un grazie grande per il messaggio luminoso della vita di Paola... 
Ringrazio Dio e Maria Ausiliatrice (dato che vivo all'ombra della Sua Basilica) per questa splendida creatura, vera testimone di un cristianesimo autentico! 
E ringrazio i suoi cari genitori che ho avuto la grazia di conoscere a Roma... per quanto hanno saputo trasmetterle! Assicuro il mio ricordo di preghiera a voi tutti! Con gratitudine.
Sr Giuseppina Buffa – Torino 29.07.2015
 
210)  Ringrazio di cuore per avermi inviato il “Foglio mensile” di febbraio e l’annuncio del “Concorso” che ci ricorda la tanto cara e indimenticabile Paola Adamo.  Accompagno queste iniziative con la mia preghiera e con tanto affetto. La grazia di Dio renda feconda la vostra preziosa missione. Dio vi benedica.           Con stima.
Madre generale FMA - Sr. Yvonne Reungoat fma  - Roma, 11 febbraio 2016


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